Simone Ghelli: L’anima del mondo è povera
L’anima del mondo è povera
(Estratto dal romanzo)
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Eccolo là, al termine della salita, appena passato il cartello che indica i millecinquecento metri, immerso nella nebbia e circonfuso di un alone giallo che disegna ampi coni d’ombra. Visto così dall’alto sembra un plastico, di quelli che si trovano negli studi degli architetti, gettato in quest’acquitrino notturno perché venuto male, un po’ sghembo laggiù a valle. Anche Leo lo ha notato, irrigidisce le braccia sul volante e spinge l’auto a centocinquanta giù per la discesa.
La turbina entra in azione con un leggero strattone che solletica il nostro fondoschiena, nell’esatto momento in cui Layne Staley attacca con you think it’s funny, well you’re drowing in it too, yeah it’s fine, we’ll walk down the line… povero cristo!
Il soffio della paura pompa sangue nel mio cuore, quanti battiti oltre i miei 48 abituali? Al mio primo cardiogramma mi chiesero se per caso non fossi un ciclista. Certo, dissi loro, che amo la bicicletta!
L’orologio lampeggia un verde scialbo al ritmo dei secondi. Le 3:06.
Sei ore che filiamo dritti senza meta, lontano da ancora non capisco cosa, da tutto credo, dai nostri luoghi e dalle relazioni di cui brulicano, dalle domande inutili che mi fanno sempre sentire a casa, ma quelle forse me le ritroverò ovunque, basta un pezzo di terra o anche un solo oggetto e qualcuno che dica: ecco, questo è mio. Anch’io ora voglio qualcosa, ma non questa palude che m’immagino qua intorno, fumante nel buio, né questi aironi neri che ogni tanto spiccano il volo, guardiani silenziosi di atolli dispersi nel nulla, in questa parte di mondo dove sembra non esistere altro che una lunga striscia tratteggiata, illuminata dagli abbaglianti e doppiata nel suo ripetersi da un ossessivo ritornello che dice “take me home, take me home, take me home… ”
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L’anima del mondo è povera è scaricabile da Edizioni Fabula.it dal 2006