Simone Ghelli: Cormorani

S. Ghelli Cormorani   Cormorani
(Incipit del racconto)

Noi viviamo sopra i fumi di un’antica palude bonificata dall’uomo in tempo di guerra. Un luogo in cui le gradazioni di luce si perdono nel freddo abbraccio della nebbia, che d’inverno è brina e d’estate è vapore. Uno spazio geometrico diviso in enormi rettangoli, dove mandrie di bufale mansuete offrono i propri capezzoli al rude tocco dei butteri. Neri uccelli acquatici dalle grandi ali le guardano stando su una sola zampa, difensori silenziosi di piccoli atolli dispersi nel nulla.
La notte prendiamo la fortuna per le corna, sbuffando irrequieti nel reticolo di strade deserte. Siamo automi isterici, risucchiati da mulinelli di vento verso angoli senza gravità. Avanziamo a passo di marcia, ma sbandiamo paurosamente sulle traiettorie dell’inglorioso passato. Un’ostinazione muta accompagna i nostri corpi verso il patibolo. Un bicchiere dopo l’altro, affrontiamo il nostro slalom con le viscere in mano.
Pampot è sicuro che stanotte taglieremo finalmente il traguardo, ma Milton scuote la testa e guarda indietro.
“Sono ancora pochi”, dice, poi alza l’indice della mano sinistra davanti al naso per dimostrarci che ha ancora dell’equilibrio da perdere.
Approvo ciò che dice, ma anch’io ho voglia di arrivare. Vorrei che fosse già domani, le otto di mattina davanti al tabacchi di Sergione ad attendere che arrivi zoppicando sul suo prezioso bastone dalla testa di serpente, col suo passo in tre quarti, uno sulla gamba sana e due sull’altra che gli rimase schiacciata sotto la Moto Guzzi del Vinz.
Sulla linea dell’orizzonte una stella avvampa di rosso e poi scompare.
“Facciamola finita in fretta”.

(…)

Cormorani è stato pubblicato sul numero 106 del settimanale on-line Fuori Le Mura.it, nel 2007
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