Paola Boni: Black Angel - Capitolo 1
Black Angel
(Capitolo Uno del romanzo)
Capitolo 1
L’oscurità aveva sempre fatto parte di me, della mia natura; amavo la notte perché se il mondo “diurno” mi vedeva solo come una ragazza impacciata, a volte anche un po’ svogliata e timida, al calar delle tenebre, ovunque fossi, io mi trovavo nel mio elemento. Ero potente e letale, in grado di mettere in pratica quello che avevo imparato quasi a costo della vita e cioè che a volte, per sopravvivere in una realtà come la mia bisogna essere spietati e pronti a tutto… anche a sporcarsi le mani.
Certo non mi comporto in modo così… “aggressivo” perché mi piace né provo il benché minimo gusto nel farlo. Cerco sempre di evitare certe spiacevoli situazioni, visto che oltretutto il sangue è tremendamente difficile da togliere dai vestiti… ma se di tanto in tanto qualche testa deve cadere… bé molto meglio che non sia la mia no?
Per questo quando imboccai quella stradina deserta, priva di qualsiasi illuminazione, allungai il passo per cercare di raggiungere il più in fretta possibile la vicina e affollata Via del Corso.
Mi fermai davanti alla serranda abbassata di un piccolo negozio di orologi antichi, sentendo qualcuno avvicinarsi.
Scocciatori in arrivo! Ci avrei scommesso: mai che potessi passare una serata tranquilla!
Infilai una mano nella borsa ed estrassi velocemente il pugnale dalla lama lunga che mi portavo sempre appresso.
Visto che con certi piantagrane non si poteva andare troppo per il sottile avevo preso la saggia decisione di non uscire mai di casa disarmata.
I due ragazzi che mi trovai di fronte, parevano i classici fighetti che amano trascorrere il sabato sera in discoteca o per strada a sbavare dietro la prima ragazzina col corpo da modella che gli passa sotto il naso. Avevano entrambi un fisico asciutto e perfettamente modellato, ben visibile dalle magliette aderenti firmate A-style, con spalle forse un po’ troppo larghe per la loro apparente età. I capelli, dal taglio a spazzola erano scuri e cortissimi. A prima vista li avrei scambiati per fratelli.
Fissai il più piccolo dei due: era un ragazzino, molto basso di statura e con sul viso un’espressione di finta ingenuità che lo faceva apparire quasi innocente.
Merda, detesto quando sono così giovani! Mi fanno quasi sentire come se stessi facendo qualcosa di male!
Purtroppo per loro, però, ormai non mi facevo più scrupoli.
Appena si fecero avanti, non esitai ad andare loro incontro.
La testa del più giovane rotolò poco distante dai miei piedi, il corpo invece continuò a barcollare ancora per qualche secondo verso di me schizzando di sangue le grigie pareti del vicolo, per poi finire a terra.
Una macchia scura e densa si spanse in un attimo attorno al cadavere insinuandosi nelle fenditure del terreno e nei canali di scolo.
Guardai l’altro stringendo forte il pugnale - Se non vuoi fare la stessa fine del tuo compagno ti conviene toglierti di mezzo!
Lui si mise a girarmi intorno scoprendo le zanne.
Sospirai, scuotendo il capo e accennando un sorriso – E dai! Roma è piuttosto grande… se sparisci e non mi compari più davanti, prometto che la tua testa potrà rimanere attaccata al collo per altri… cento… perché no anche duecento anni se eviti di fare ancora stronzate come questa.
Lui però non volle desistere.
Odio la gente che non capisce quando è ora di smetterla!
Scartai a destra prima che potesse colpirmi, lo afferrai per i capelli e gli recisi la gola.
Pochi minuti dopo la sua testa stava già rotolando a terra, il volto contratto in un’espressione di collera.
Girai su me stessa, pronta a colpire nuovamente ma una mano mi fermò.
Guardai l’uomo che avevo di fronte negli occhi: aveva bloccato la mia lama a pochi centimetri dalla sua gola, stringendomi il polso con fermezza.
Barcollai all’indietro rischiando quasi di finire per terra
«Cazzo Lucas! Avrei potuto ammazzarti!»
Lui mi guardò, sorridendo «Non ci saresti riuscita neanche se avessi voluto farlo…»
Mi chinai su uno dei due cadaveri per pulire la mia lama sulla maglietta A-style già imbrattata di sangue «Non ti stanchi mai di essere sempre così arrogante?» chiesi.
Lo fissai non riuscendo a nascondere un sorriso.
Sebbene ormai riuscissi a mantenere un certo autocontrollo, la sua sola presenza bastava a scuotermi profondamente.
La vita sottile e i fianchi fasciati dagli aderentissimi pantaloni in pelle nera, il petto perfettamente scolpito che la camicia rossa semiaperta lasciava appena intravedere, il volto dai lineamenti marcati così bianco da sembrare d’avorio.
Tutto di lui era perfezione e sensualità allo stato puro. Guardarlo era un vero piacere per gli occhi…
«Hai forse intenzione di uccidere tutti i membri del mio seguito?» mi chiese avvicinandosi, un felino che lentamente scivola verso la preda.
«In qualche modo dovrò pure occuparmi degli scocciatori che decidono di rompere più del dovuto.»
«Sta tranquilla… quelli che vogliono fare di testa propria saranno costretti a pentirsene amaramente.» disse con una voce glaciale che non celava alcun bluff.
Era vero: chi lo sfidava tendeva a fare una fine davvero molto brutta.
«Certo, visto che alla maggior parte di loro ci penso io a tagliargliela la testa!» mi massaggiai le tempie cercando far smettere il martello che continuava a picchiarmi in testa « Dio, non vedo l’ora di andarmene a casa…. ho avuto una giornata di merda e due vampiri che tentano di farmi la pelle non sono certo serviti a migliorarmi l’umore.»
Mi cinse la vita con un braccio stringendomi a sé.
«Cosa c’è che non va? Posso fare qualcosa per te, mio angelo?»
Lo allontanai sebbene mi costasse sempre un po’ di fatica interrompere il contatto fisico con lui.
A volte riesce ad essere così… inebriante…
«No grazie… voglio solo andarmene a casa… »
«Ti comporti esattamente come un anno fa…» disse scostandomi una lunga ciocca di capelli dal volto.
La sua mano era incredibilmente fredda, tanto da strapparmi un brivido al suo tocco.
Incrociai le braccia sul petto, scotendo il capo con un sospiro - Non sono più la stessa persona di un anno fa… e per questo non so se devo ringraziarti oppure odiarti.
I suoi occhi cambiarono colore passando da un cupo nero ad un blu intenso ed ammaliante, due gemme che parevano brillare di luce propria.
Già, era stato lui a trascinarmi in quell’orrore… lui, il mio bellissimo angelo nero, un vampiro che per quattrocento anni ha cercato la possibilità di redimersi e sfuggire ai suoi sensi di colpa, accumulando sempre più potere, diventando sempre più forte per non esser costretto a ripetere gli errori passati… e a causa di un motivo che ancora non comprendo, per lui, quell’occasione, ero io.
Tra tutte le persone esistenti a questo mondo, aveva scelto me… io ero diversa da chiunque altro, la sola in grado di restituirgli l’umanità perduta, per questo mi aveva mostrato il suo mondo oscuro, trascinandomi con sé in una realtà spietata, terribile ed affascinante.
(…)
Black Angel è un romanzo ancora inedito.
Il disegno è by Hemera (Mara Autillo) mentre tutte le immagini sono Copyright © by DeviantArt.com o degli aventi diritto.