Miriam Mastrovito: Il mio arcobaleno - 1
Il mio arcobaleno
(Poesie scelte - 1)
| Ad un amico Passi solitari incontrollati solcano le pene dei tuoi giorni. Orme di pensieri incoltivati marcano le piaghe del tuo cuore. Come stanco sonno martoriato sfiora senza forze la tua pelle sotto un cielo livido di stelle sento la tua volontà che muore. Se piangessi petali di vita credimi, per te farei sbocciare un fiore. |
Il mio arcobaleno Sono stanca. Ho fallito. Non vedo. Ho perduto anche l’ultimo treno. Assonnata. Sgualcita. Sprecata. Sto seduta e mi accorgo che tremo. Vorrei correre indietro a gustare i colori del mio arcobaleno. |
| Come poter dormire… L’inutilità dei miei giorni. L’etereo suono della sua voce. Come poter dimenticare un sogno? L’ombra pungente del suo sorriso. Le mani tese. Non sono per me. La voluttà non le avrebbe mai prese. Come poter dormire… |
Noi Violenza di un attimo. Giochi del passato. Paura di esser soli. I singhiozzi del pettine tra i capelli bagnati di musica e mare. Le tue labbra dischiuse sul gelo di millenari sospiri. Noi… Cristalli sospesi nel vuoto |
| Dalla finestra degli occhi Dove andiamo dilettanti equilibristi sui sassi della vita. Nella luce fittizia dei sogni. Nel vapore di quello che siamo… Sempre qui Nei buchi dell’umore che indossavi quando sei corso via e mi hai lasciata turbata a scrutare dalla finestra degli occhi |
Un’altra estate Il dolore… come la schiuma nei secchi lasciati al sole. Le grinze nelle mani. Il timore di non tornare giovani. I richiami di mia madre e la paura di non restare bambini. Le lenzuola più bianche del sapone. Il desiderio di tuffarsi a sognare. La certezza di non essere più qui un’altra estate quando un bimbetto dalla pelle liscia vorrà portarmi al mare. |
| Facile Rigidi come statue di vetro in equilibrio precario. Tu non le romperai. Facile, come lasciarti dietro di mille fiori un profumo che non hai messo mai. Come guardarmi negli occhi e regalarmi inaspettatamente un sogno senza pensare a domani quando avrò ancora bisogno di te, ma tu non avrai più parole. Deboli come un ricordo sbiadito dalla vitalità del sole. Tu non lo spezzerai. Facile, come lasciarsi andare ad intrecciare mani che non s’incontrano mai… |
Sinuose movenze Rotto il silenzio con un silenzio più spesso. Trafitto come le case all’alba da spade di luce. Ci ritroviamo tra due sassi e tu rimani zitto a guardarmi. Abbandonata sulla discesa ruvida come lucertola ubriaca di cancerogeno sole. Ti inebriano le curve del mio tempo che in seducente rito langue scoprendo tute le forme e per il braccio volgarmente mi trascina in sinuose movenze fetali. |
Il mio arcobaleno è pubblicato su Lulu.com dal 2007
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