Ilaria Mazzeo: Vendetta

I. Mazzeo Vendetta Vendetta
(Estratto dal racconto)

Uno scossone del treno la svegliò da un sogno confuso, in cui sua zia la rimproverava a proposito delle dimensioni della cucina della sua nuova casa: troppo piccola, diceva.
Aprì gli occhi e li vide, per la prima volta dopo cinque anni: grandi, maestosi, dai tronchi assurdamente elaborati, gli ulivi che aveva sempre amato erano di nuovo lì, davanti a lei, così vicini che avrebbe quasi potuto toccarli.
E allora, nonostante tutto, una gran pace la invase. La luce del primo mattino inondava lo scompartimento vuoto, una luce di un’intensità impressionante, specie se paragonata a quella di Milano.
Si trovò a pensare oziosamente, per la miliardesima volta da quando era nell’età della ragione, a come avrebbe potuto essere la sua vita, se avesse potuto trascorrerla lì, vicino a quella terra grassa e marrone, al mare incredibilmente limpido, a tutti i suoi parenti. Una vita diversa, forse più monotona, ma anche più tranquilla, e meno solitaria.
E ora sua zia era morta. Erano cinque anni che le parlava solo per telefono, e proprio adesso che si era decisa a passare le sue vacanze di nuovo laggiù, per rivedere lei ed il resto della famiglia, una bella mattina d’estate le avevano comunicato che un attacco di cuore se l’era portata via, nel sonno, una cosa improvvisa, ma lei certo non si era accorta di nulla, non aveva sofferto. Una magra consolazione.

Il treno entrò finalmente in stazione, e lei scese nella luce abbacinante del mezzogiorno. Faceva molto caldo, ed il vestito che aveva indosso era nero, e troppo pesante. Respirò a fondo l’aria profumata di mare, distinguendo quasi subito, in mezzo alla folla, la figura slanciata di sua cugina Marianna. Si abbracciarono in silenzio, poi si fecero strada tra i vacanzieri spensierati, fino alla macchina. La carrozzeria scottava ed il sole spietato rendeva sfumati i contorni delle cose e delle persone.
«Sei stanca?», le chiese Marianna, parlando per la prima volta.
«No», rispose.
«Il funerale è alle tre».
«Non è un bell’orario, considerando che è luglio».
«E’ vero, ma non si è potuto fare altrimenti. Tua madre non viene?».
«No, è in Argentina e non c’erano posti sugli aerei fino a domani».
Viaggiavano coi finestrini spalancati, ma era come avere un phon acceso puntato in faccia.

(…)

Vendetta è stato pubblicato sul numero 118 del settimanale on-line Fuori Le Mura.it, nel 2007
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