Ilaria Mazzeo: Affondare
Affondare
(Incipit del racconto)
Durante il mio primo mese di lavoro alla Koons&Sheet (KS per gli amici) cominciai a temere seriamente di essere affetta da narcolessia. Come altro spiegare i colpi di sonno improvvisi e violenti che mi coglievano nei momenti più inopportuni, durante le riunioni o mentre scrivevo sul portatile, col rischio sempre incombente che qualcuno mi scoprisse?
Poi capii. Il mio non era sonno, era noia.
Alla KS lavoravo circa quattordici ore al giorno (di cui sei gratis) su fogli excel, presentazioni e documenti di cui non mi fregava assolutamente nulla.
Scrivevo verbali di riunioni su argomenti che per me sfioravano il metafisico.
Leggevo e-mail del seguente tenore: “Serena, alle 11 c’è il kick-off del progetto IAS in Sala Meeting, per fasarci con Riccardo e Stefano sui prossimi step. Aggiorna le slide con il nuovo layout e inviale a me e a Roberto in cc.”
La sera ero così stanca che spesso mi addormentavo, completamente vestita, davanti alla tv.
Al termine del secondo mese di lavoro Lorenzo mi lasciò. Seppi in seguito che si faceva un’altra già da tempo, niente male per uno che fino a pochi giorni prima proponeva date per il matrimonio e nomi da dare ai figli.
Dopo tale evento, persi del tutto il controllo della mia vita.
La notte non riuscivo a dormire, smisi quasi completamente di mangiare e in poche settimane dimagrii di sette chili. Attraversando i corridoi della Sicofer, l’azienda per cui facevamo consulenza in quel periodo, a volte andavo a sbattere contro i muri, non riuscendo a camminare in linea retta per la debolezza.
(…)
Affondare è un racconto ancora inedito
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