Davide Giansoldati: Il boia
Il boia
(Incipit del racconto)
Corre l’anno 1512 dalla morte di Nostro Signore.
Enrico VIII regna incontrastato su queste terre e nessuno ha la forza di opporsi al suo spregiudicato potere. Il suo è un regno fondato sulla forza e il terrore: tutti hanno paura di Enrico.
Hanno ragione: chiunque osi protestare, incitare una rivolta o complottare, viene cacciato come una volpe, stanato e solo dopo indicibili torture, consegnato alla Morte.
Non sono solo leggende o racconti per spaventare i bambini: io lo so bene, perché sono io il carnefice che pone fine alle sofferenze mortali dei condannati per ordine di Enrico, sono io che spalanco loro le porte della sofferenza eterna gettandoli nell’inferno dei dannati.
Sapete una cosa? Questo lavoro è fatto proprio per me, me l’ha detto lo stesso Enrico, una delle rare volte che abbiamo parlato insieme. «Boia», lui mi chiama sempre così «lo leggo nei tuoi occhi, a te questo lavoro piace da morire!».
Ho sorriso, col mio solito ghigno sghembo, mentre le mie mani esperte pulivano la lama dell’ascia sulla casacca dell’ultimo decapitato.
(…)
Il boia è stato pubblicato sulla raccolta antologica 25 Racconti emersi, di Scrittori sommersi, su Lulu.com.
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