Alessandro Boni: Nelle stanze di Raffaello

Nelle stanze di Raffaello
(Estratto dal racconto)

(…)

Poi ch’innalzai un poco più le ciglia,
vidi ’l maestro di color che sanno
seder tra filosofica famiglia.
Tutti lo miran, tutti onor li fanno:
quivi vid’io Socrate e Platone,
che ’nnanzi a li altri più presso li stanno;
Democrito, che ’l mondo a caso pone,
Diogenès, Anassagora e Tale,
Empedoclès, Eraclito e Zenone;
e vidi il buono accoglitor del quale,
Diascoride dico; e vid Orfeo,
Tullio e Lino e Seneca morale;
Euclide geomètra e Tolomeo,
Ipocrite, Avicenna e Galieno,
Averoìs, che ’l gran comento feo…

A. Boni   Nelle stanze di Raffaello  La scuola di Atene… Non so perché mi venero alla mente quelle parole, ne tanto meno so cosa guidasse il pensiero e la mano di Raffaello quando Papa Giulio II in un luminoso autunno del 1508 gli affidò il gravoso incarico, ma sicuramente l’affresco che splendidamente era giunto fino ad oggi e che mi trovavo ad ammirare era un magnifico tributo al mondo della filosofia greca e al contempo una rappresentazione del nuovo senso di autonomia dell’uomo tornato al centro dell’universo, padrone assoluto della ragione e dello spirito.

(…)

Nelle stanze di Raffaello è stato pubblicato sulla raccolta antologica 25 Racconti emersi, di Scrittori sommersi, su Lulu.com.
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