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Estratti: *****

di Ugo Coppari e Leeza Hopper

Venerdì scorso mi sono svegliato presto e verso le 7 sono passato a prendere Enrica sotto casa. Lei non ci vede, quindi ha bisogno di qualcuno che l’accompagni in giro per la città, che interpreti al suo posto i segnali che la società predispone per orientarsi nello spazio. Dovevamo disseppellire il corpo di un signore morto nel 1978, che non avendo eredi aveva affidato la cura del proprio cadavere alla famiglia di Enrica. Non aveva figli, né nipoti, ma ripeteva ad Enrica, quando era ancora in vita, che le avrebbe addirittura regalato un suo occhio per permetterle di vederci. Era molto affettuoso con lei, anche se lei non l’ha mai visto. Nonostante questo Enrica ne ricorda il tono della voce, soltanto questo: neppure le parole chiare e distinte.
Arrivati a destinazione abbiamo aspettato (nella sala d’attesa del cimitero, molto simile a quella degli ospedali) che arrivasse il becchino. Poi ci siamo stretti la mano e ci siamo diretti verso il loculo da cui andava estratto il corpo in tumefazione. Insieme a noi c’era anche Emilio, il marito di Enrica, cieco dall’età di 14 anni, che è solito offrirmi sigarette quando ne ho voglia io o quando vuole che io fumi insieme a lui.
Incipit: fumare la prima sigaretta del mattino davanti al corpo tumefatto di un uomo morto 30 anni fa.

(…)

Spettri del visibile, Scrittori Sommersi
Gattogrigio editore, collana I sampietrini, XII
Illustrazioni di Flavio Camilli
192 pp., brossura, € 4,90


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