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Estratti: Rosa Shock

di Maria Viteritti

Il parco era mite e silenzioso. Anche nel punto in cui, alcuni anni prima, il suo compagno di classe si era suicidato, facendosi investire da un treno. Lo aveva aspettato sulla vallata dove passava il binario della ferrovia, che solo una rete sottile separava dal resto del parco. Il varco nella rete, che doveva avere utilizzato per arrivare lì, era ancora aperto.
La Duchessa camminava piano, piano. Quando era successo, il suo compagno di classe non aveva ancora diciotto anni. Si mormorava che fosse gay e che avesse deciso di farla finita per l’incapacità della sua famiglia di accettarlo. La Duchessa era certa che fosse così.
Ma ora guardava quel binario senza tristezza. Procedeva stretta nel suo cappotto rosa, avvolta nella sua sciarpa lilla, come una grande caramella, pensando che fosse bello camminare così, senza fretta. Senza doverlo fare per raggiungere un determinato punto nel microcosmo della città, ma solo per la gioia di passeggiare. Per godersi il freddo pungente di gennaio, la neve che copriva a chiazze l’erba, che infastidiva i rami spogli degli alberi. E pensava che sarebbe stato bello se gli alberi fossero sempre stati nudi e sensuali come sono solo d’inverno, tra la neve e gli sguardi indiscreti.
Continuava a camminare la Duchessa, quando un fruscio la fece sobbalzare. Un mastino, a pochi metri, si avvicinava minaccioso, digrignando i denti. Lo teneva al guinzaglio un uomo dallo stesso sguardo truce e l’aspetto poco curato. Alla Duchessa parve di averlo già visto da qualche parte – difficile rimuovere un volto poco piacevole come quello – ma non riuscì a ricordare dove. Scansò entrambi e proseguì per qualche passo, prima di sedersi su una panchina.
Era un giorno come tanti, anche se più vuoto di tanti.

(…)

Spettri del visibile, Scrittori Sommersi
Gattogrigio editore, collana I sampietrini, XII
Illustrazioni di Flavio Camilli
192 pp., brossura, € 4,90


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