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Estratti: L’ora migliore

di Simone Ghelli

(…)

So che non possiamo farne a meno, eppure un giorno non ci sarà. La parola scritta. Un giorno non molto lontano, non più. L’ho inseguita tra i terremoti del sogno, ed ora so che cos’era tutta quell’acqua fitta attraverso le crepe. Questa casa, che ho cercato tra le righe del tempo, è un bene in svendita. Un immobile di cui mi son fatto carico. Può riuscire con i parenti, è certo, ed anche con gli amici. Si mostra bella la parola, non v’è dubbio. Un luccichìo buono da prender gazze ladre. Senza il sole, però, non dà affatto conforto. Si resta a cercarla nel buio della mente, a dar di matto contro il verbo che ci paralizza. Gli spifferi d’aria passano ovunque, c’è poco da darsi pena, ché un pertugio la natura lo trova sempre. Viene a batterti le nocche in testa come a chiedere il conto. Toc, toc. Odo stelle di plastica colare a picco dal soffitto basso. Scocca il colpo dell’una e so che ancora non potrò dormire. E’ l’ora migliore. Il battito che divide la veglia dal sonno. Arriverò a quella fottuta penna uno di questi giorni, c’è da esserne certi. Adesso però è già tardi. Ecco il sonno che mi ruba i pensieri. E’ l’ora migliore. Quella che tarda ad arrivare…

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Spettri del visibile, Scrittori Sommersi
Gattogrigio editore, collana I sampietrini, XII
Illustrazioni di Flavio Camilli
192 pp., brossura, € 4,90


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