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Estratti: La gonna marrone

di Federico Sinopoli

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Quando si aprì la porta del camerino, Leila era raggiante. In effetti la nuova gonna marrone non solo era molto carina, ma le stava benissimo addosso. Era la taglia perfetta, il modello perfetto, la lunghezza perfetta. Le dava slancio alle gambe, la faceva sembrare più alta, anche più adulta. Che bella che è Leila.

Non solo perché me la sono cresciuta da sola – e non solo senza padre, ma anche senza grandi aiuti da parte dei miei: è bella perché è bella, perché è la mia sola verità vivente. Non potrò mai dirle nulla di ciò che faccio, ma non m’interessa, perché ciò che faccio non è la verità. Solo i baci che do a lei, le carezze che do a lei, gli abbracci, i litigi, gli scherzi, il sonno, le attese, solo ciò che riguarda lei è la verità.

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Spettri del visibile, Scrittori Sommersi
Gattogrigio editore, collana I sampietrini, XII
Illustrazioni di Flavio Camilli
192 pp., brossura, € 4,90


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