Sommersi Review: Egonmazine
Egonmazine
Recensione/Intervista ad Egonmazine e Kmzero
A cura di Maura Cannaviello
E’ evidente, che fare il creativo oggi, può essere un problema.
Sì, perché la nostra generazione è cresciuta a pane e byte, ha salutato il telecomando e visto tramontare il telefono a rotella ed è già stata piacevolmente sconvolta dall’avvento del 3D Animation. Questa che segue, figlia del videotelefonino e Youtube, è una generazione imperturbabile. Contenuti violenti, a sfondo sessuale - di cui spesso gli stessi ragazzi sono vittime o autori -, sono vissuti con distacco, come se si trattasse dell’ennesimo film girato in presa diretta, che ultimamente va tanto di moda al cinema.
Fare il creativo a Firenze, poi, può sembrare addirittura un paradosso. Questa città risulta essere priva di stimoli (se non per i turisti giapponesi e le scolaresche in visita). E, ultimamente, come unico segno di modernità, Firenze ha fatto partire i lavori della Tramvia: un treno leggero che spaccherà in due il centro storico tanto caro ai fiorentini. Proprio a pochi passi dalle rotaie del nuovo trasporto metropolitano, in via Calzaiuoli numero 9, lo studio grafico Kmzero prova a dare risposte a tante contraddizioni.
I creativi di Kilometrozero: Francesco Canovaro, Debora Manetti, Cosimo Lorenzo Pancini, si sono
interrogati sul mestiere del grafico e sul rapporto conflittuale tra creatività e commercio. Ma anche su tutti quegli eventi che fanno parte del nostro vissuto, come la caduta delle Torri Gemelle e il fenomeno dilagante del porno su internet che consente a quei contenuti, di cui parlavamo prima, di entrare nelle nostre case.
Superando la concezione del grafico come mero operatore pubblicitario, Kmzero interpreta questi avvenimenti attraverso immagini, foto, segni, materiali incompleti, che confluiscono in una rivista/libro/cofanetto (difficile da definire!).
Ego[n], ovvero “io” moltiplicato all’ennesima potenza, è un prodotto editoriale fuori dagli schemi, frutto della collaborazione tra Kmzero e altri autori italiani e stranieri. In esso sono contenuti fumetti sull’11 settembre 2001, divagazioni grafiche sul fenomeno del porno e sulla grafica fiorentina storica, ma anche un tributo al papà del codice Ascii, Bob Bemer. Un manifesto provocatorio sul ruolo della creatività (immaginando un catalogo di prodotti che non esistono, frutto di designer privi di dignità); stickers adesivi, block notes da sporcare a piacimento; cd di fonts nuove; carnets di viaggio e molto altro.
Naturalmente, non poteva mancare la versione digitale di Ego[n] Magazine, sia con un sito che con un blog, dove si ha davvero l’impressione di essere davanti a un oggetto 3D, che può essere girato, capovolto, sfogliato, lo si può mandare in mille pezzi e riassemblare con un semplice clic.
Questa prova di stile ci è piaciuta così tanto da volerne sapere di più:
Perché avete sentito l’esigenza di uscire con una rivista/volume/cofanetto?
Cosimo (ndr: Cosimo Lorenzo Pancini, art director Kmzero) – La maggior parte dei nostri progetti è legata al web, e tuttavia amiamo molto lavorare con gli oggetti stampati. Il web ti permette di pubblicare con facilità e grande visibilità potenziale, ma un blog o una webzine non hanno la “presenza” di un progetto editoriale vero e proprio. Crediamo che, nell’epoca di multimedia, il libro tenda a diventare sempre più un “oggetto” con una ricchezza di caratteristiche sensoriali. Una necessaria reazione alla disgregazione digitale dei contenuti.
Quale sarà la periodicità della rivista?
Dal momento che la prima collezione di 12 numeri, ci ha richiesto tre anni di lavoro, l’idea sarebbe quella di uscire con una nuova raccolta di dodici numeri ogni due o tre anni. E’ un po’ folle, ma non c’è niente di ordinario nel progetto, quindi anche la periodicità è anarchica!
E’ stato facile trovare un editore? Di questi tempi in pochi sono disposti a investire su progetti emergenti…
Il progetto era nato come un’autoproduzione, in accordo con un distributore che all’ultimo momento si è tirato indietro. Fortunatamente abbiamo conosciuto Marco Berveglieri di Red Publishing, che ha apprezzato il progetto e sta facendo un ottimo lavoro con la distribuzione.
Puoi chiarirci il tuo ruolo all’interno di kmzero e quello dei tuoi soci?
Studio Kmzero è formato attualmente da tre persone: con me ci sono Debora Manetti e Francesco Canovaro. Ci occupiamo tutti e tre di progettazione grafica a vari livelli, con alcune specializzazioni (Debora sull’advertising, Francesco sul web, io sulla grafica editoriale e l’illustrazione), ma con una notevole integrazione reciproca. Anzi: la parte interessante del nostro lavoro è il modo fluido di dividersi i compiti e di reinventarsi i ruoli ogni volta. Anche per Ego[n], è stato così: un lavoro faticosissimo ed entusiasmante.
L’esperienza di Kmzero, per dirla con parole loro, deriva da: la necessità di riconoscersi a tutto tondo in un mondo di immagini che è ampio e vario, dove in ogni buco è necessario ficcare il naso perché può essere stimolo per un’idea o una nuova avventura.
Dopo tanti contenuti privi di spessore, perché mirati a farci comprare questo o quest’altro prodotto, l’innovazione dei Kilometrozero è tornare a parlare di sensazioni e farlo su carta; speriamo che Ego[n] Magazine ottenga il successo che merita.
Sito Kmzero
Sito Egonmagazine
Blog Egonmagazine

