Gruppo di Lettura: Sette passi sul ventre andaluso di G. Francini
Sette passi sul ventre andaluso
di Giacomo Francini
Il filo editore, 2008.
Recensione a cura di Valentina Gaglione
Il romanzo ” Sette passi sul ventre andaluso” di Giacomo Francini si dipana sulla figura giovane e sperduta del protagonista e sulla sua storia sentimentale. Un amore messo in pericolo dalla lontananza e dalle varie esperienze che entrambi i componenti della giovane coppia conducono.
La trama non risulta eccessivamente originale. Ciò che più coinvolge sono i resoconti descrittivi della terra Andalusa e Senese, le riflessioni che il protagonista “Giacomo” fa. Stralci di pensieri in cui riesce nell’intento empatico e comunicazionale. Sono domande e dubbi, sulla vita, la gelosia, l’eccessiva autoanalisi. Si notano delle influenze più che letterarie, cinematografiche. Alcune parti del romanzo mi hanno ricordato il film del regista Cédric Klapisch, “L’appartamento spagnolo”, film in cui si narrano amori universitari e convivenze tra ragazzi di culture diverse, tutti riuniti nell’ideale di voler vivere pienamente ogni attimo dell’esperienza, assaporando la libertà della giovinezza che appare infinita.
Alcune delle riflessioni giungono a sfiorare un linguaggio poetico e filosofico. Vi si intrecciano, vita presente e ricordi, desideri e dialoghi tra il giovane e la vasta galleria di personaggi che però non risultano particolarmente caratterizzati, tranne che per qualche eccezione di maggiore respiro: la ballerina di flamenco, il ragazzo matto, la prostituta amica, l’amico Benny. Esse sono delle presenze, quasi dei figuranti sul palco troppo ampio della storia e quindi non risultano particolarmente importanti ai fini della trama.
Lo stile di Francini rivela padronanza del linguaggio e della gestione dei dialoghi, c’è un buon lessico specie nell’articolare lingua parlata e scritta.
Il romanzo ha un impatto fortemente comunicativo se rivolto ad un pubblico giovane, io stessa avendo vissuto la vita universitaria mi sono ritrovata in alcune delle scene narrate, ma se questo può rappresentare un punto di forza è anche una limitazione che sottolinea una scrittura ancora poco matura e incapace di mantenere una linea d’attenzione continua.
Se lo avessi comprato non sarei rimasta pienamente soddisfatta. Avrei sentito l’esigenza di maggiore profondità di contenuti.
Nel complesso trovo che sia comunque un libro da leggere, poichè presenta dei picchi di maggiore introspezione che in qualche modo compensano le varie immaturità di stile.
