Gruppo di Lettura: Pioggia di F. Sinopoli
Pioggia
di Federico Sinopoli
2008, pag. 198, € 9.79
Recensione a cura di Alessandro Boni
Pioveva… Sembra la cronaca di questi ultimi giorni di novembre ‘08 ma è così che si apre, e si chiude, “Pioggia”, il primo romanzo di Federico Sinopoli. Opera d’esordio autoprodotta, dove l’elemento atmosferico, la pioggia appunto, fa da filo conduttore e marca con la sua presenza discreta parti cruciali della storia di Remo, il protagonista di questo libro. Direttore di una piccola filiale di banca, felicemente sposato con due figli, che un bel giorno si invaghisce di una sua giovane cliente, una deliziosa studentessa di nome Valeria.
La loro relazione è un crescendo di passione travolgente raccontata con uno stile pulito e asciutto, con lunghe ed evocative descrizioni. Un rapporto che Remo vive e ci racconta con tutta la serie di gioie e speranze, ma anche con tutti gli interrogativi e i dubbi che un uomo nella sua condizione si pone. Entusiasmo e timori lo attraversano fino al colpo di scena che getta il protagonista davanti ad un bivio. Salvare la propria posizione e il proprio lavoro, rivelando la relazione extraconiugale, o cercare di capire cosa realmente muoveva e si nascondeva dietro l’affascinante figura di Valeria.
Ovviamente non vi rivelerò la natura del colpo di teatro che svelerà al lettore la vera natura, se vogliamo noir, della vicenda, riporto solo l’esaustiva citazione di Bertold Brecht che precede il testo narrativo:
“Ogni mattina, per guadagnarmi il pane vado al mercato dove si comprano le bugie e speranzoso mi metto in fila tra i venditori”.
Le lunghe descrizioni, quasi fossero un mero esercizio di stile, accompagnano il lettore tra le pagine dell’opera quando ancora non riesce a scorgere che nulla in questo romanzo è posto a caso, ma è il frutto dell’abile lavorazione dell’autore che tesse la fitta rete di una trama singolare. “Pioggia” è un romanzo d’attesa per chi legge, trasportato in una lettura che scorre liscia anche quando la vicenda non entusiasma e rischia di annoiare; è un Giano Bifronte che risveglia l’attenzione e coinvolge il lettore, ma mi verrebbe quasi da dire lo spettatore. Sì perché “Pioggia” ha una trama che ricorda quei bei film in bianco e nero di Risi o di Monicelli. Concludendo bisogna dire bravo a Federico Sinopoli che, attraverso una lingua senza eccessi semplice seppur ricca di particolari, ci conduce fino ad un finale amaramente cinico e bisogna indicare un approdo sicuro al lettore che vaga in un mare magnum di proposte invitandolo alla lettura di questo buon libro.