Gruppo di Lettura - Lavorare Stronca di A. Zabaglio e A. Coffami
Lavorare Stronca
23 Racconti lavorati a mano
di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami
Recensione a cura di Gianluca Liguori e Ilaria Mazzeo
La prima sorpresa sono gli autori, che, da copertina, sono due: Angelo Zabaglio e Andrea Coffami.
Un qualsiasi sprovveduto sarebbe portato a pensare a racconti scritti da due persone, come già avvenne, tra gli altri, con i favolosi Fruttero&Lucentini; ma il caso in esame è diverso.
Il vero autore, come ci ha spiegato lui stesso, è Angelo Zabaglio, mentre Andrea Coffami è uno pseudonimo nato dall’italianizzazione del nome di Andy Kaufman, attore americano che, a parere di Zabaglio, è “l’unico artista degno di tale nome”.
Zabaglio, classe 1979, è un artista estremamente versatile, come dimostra il suo già ricchissimo curriculum, letterario e non solo: tra gli altri, citiamo la raccolta di poesie Non tutti i dubbi sono di plastica – Versi tersi, sparsi, persi (la rotta) poi ritrovati (Arcipelago edizioni), la raccolta di racconti Storie Brutali (Ed. Il Foglio) ed il romanzo breve Ed ora cominciamo (Prospettiva edizioni); suoi racconti sono apparsi sulle riviste Toilet, Il Foglio Letterario ed Underground Press, per citare le più note; ha poi realizzato il cd PENE con Marco Russo, storico suo musicista, e Live in Bus come Vertigo. E’ anche autore di sceneggiature per cortometraggi, è video-artista ed ha partecipato a numerosi reading con il collettivo Anonima Scrittori, oltre che a Slam Poetry, performances poetiche in cui numerosi autori si sfidano, e il cui vincitore è decretato dal pubblico.
Zabaglio non è lettura per persone sensibili, come scrive egli stesso nella prefazione del suo Lavorare Stronca – 23 Racconti lavorati a mano, e aggiungeremmo che non è lettura nemmeno per i deboli di cuore, i puritani, chi soffre di attacchi di panico, chi è dedito a letteratura fantasy o d’amore o d’avventura e a tutti i cliché perbenisti di essere o di scrivere. Zabaglio è fuori dalla normalità, e lo è magnificamente, splendidamente, da grande artista.
Lavorare stronca è un melting-pot di idee bizzarre, talvolta assurde, e il risultato è uno specchio surreale di una quotidianità alienante, a volte logorante, comunque viva.
Lavorare stronca sono ventitré racconti, ventitré infiniti momenti che vanno dall’assurdo all’eccesso, dallo squilibrio al sogno, per poi immergersi nuovamente nella realtà, mai noiosa quando è raccontata dal personaggio in questione. Il libro cattura, e come finisce un racconto non si vede l’ora di cominciarne un altro. Tra risate e riflessioni, ansie e paure, resoconti reali, irreali e surreali che possono essere frutto solamente di una mente geniale, follemente geniale.
L’autore ben padroneggia un linguaggio versatile, poliedrico, istrionico nel senso positivo del termine, mai domo. La qualità complessiva è ottima, nonostante alcuni brani possano lasciar perplesso il lettore, ma forse lasciano perplesso persino l’autore stesso!
Le perle di questa antologia, che si apre e si conclude con due barzellette, sono sicuramente La persona chiamata non è al momento raggiungibile, racconto sviluppato magistralmente, storie di uomini e donne che si incontrano, si allontanano, si cercano, si mancano, che chiude lasciando assaporare al lettore il l’amarezza della triste impossibilità; Lo zaino nero, racconto vivo, che poi solo alla fine si rivela appartenere ad una realtà onirica che rappresenta l’uomo, l’individuo, con tutte le sue paure personali, e Come nei film americani, storia d’amore sgangherata e poetica a cui fanno da sfondo i monumenti di Roma e la magia che, da secoli, sono capaci di suscitare.
Ma in questo variegatissimo libro quello che non manca sono certamente i momenti per ridere, l’umorismo in cui Zabaglio sguazza come fosse il suo habitat naturale, come ad esempio nel racconto d’apertura Ah, la giustizia!, ben costruito e irriverente.
Angelo Zabaglio ci delizia con questi 23 racconti lavorati a mano in cui dimostra di essere oramai autore maturo senza aver smarrito lo spirito di scoperta fanciullesco, miscelando il possibile e l’impossibile, per un risultato tutto da leggere.