Gruppo di Lettura: Utopsia di D. Falconi

Utopsia
di Dario Falconi
Michele di Salvo editore, 2008
71 pp., € 10,00
Recensione a cura di Ilaria Mazzeo e Gianluca Liguori
“Utopsia”, l’opera prima di Dario Falconi, non possiamo considerarlo romanzo, né raccolta di racconti, né testo teatrale: è sperimentazione allo stato puro, potremmo considerarlo una fusione, un agglomerato delle tre tipologie letterarie, senza tralasciare che per alcuni tratti la sua diventa una prosa quasi poetica, carica di figure retoriche ed intriganti giochi di parole.
Una complessa amalgama, interessante, specie considerando la giovane età dell’autore (classe 1981), il quale dimostra grande originalità e, soprattutto, una padronanza assoluta del linguaggio, con cui si diverte, facendo spesso apertamente uso di un’ironia cinica e tagliente.
Nel Dialogo tra una degente d’una clinica psichiatrica e un infermiere, ad esempio, riesce a trattare in chiave comica e surreale argomenti d’attualità quali immigrazione, xenofobia e malattia mentale.
I brani in forma di dialogo risultano particolarmente riusciti, ma questa è la naturale conseguenza dell’attività di autore teatrale: a Civitavecchia, sua città natale, Dario Falconi collabora alla gestione del teatro Nuovo Sala Gassman, in cui sono stati rappresentati, fra gli altri, i suoi lavori Quattromaggiomillenovecentottantuno (2006) e Amami Alfredo (2007), mentre sarà prossimamente in scena il suo adattamento di Le menzogne della notte, di Gesualdo Bufalino.
L’impostazione teatrale di Falconi è evidente anche dalla modalità di svolgimento della presentazione di “Utopsia”, a cui abbiamo assistito al Simposio di Roma: un’alternanza di brani di prosa e dialoghi, recitati con grande bravura da attori professionisti e dall’autore stesso.
“Utopsia” non è un libro di evasione, piuttosto si tratta di un viaggio attraverso la parola, nella sua magia e nella sua musicalità. Falconi non lascia respiro al lettore, lo porta con sé nel suo mondo colto, a tratti assurdo, a tratti divertente, e lo lascia sicuramente arricchito.
“Utopsia”, come ci ha confessato lo stesso autore alla presentazione romana, vuole essere la sua presentazione, egli stesso è consapevole dei limiti di opera prima, ma noi, che lo abbiamo letto, possiamo dire senza dubbio alcuno che Falconi lascia ben sperare per il futuro, e siamo certi che alle prossime uscite ci troveremo di fronte ad un narratore vero e innovativo. Lo aspettiamo.









