Main menu:

Gruppo di Lettura: Nove Anoressiche di Ugo

Nove Anoressiche
di Ugo
Morlacchi editore, 2007
66 pp., € 7,00

Recensione a cura di Simone Ghelli

Ugo Coppari, l’autore di questa raccolta di racconti brevi, fa parte del progetto p-gruppe, sul cui sito (www.pgruppe.eu) si può leggere che “la consonante P rimanda simbolicamente alla parola Permutazione”. E la permutazione, il passaggio da uno stato all’altro (da uno spazio all’altro), è in fondo il tema portante di quello che sembra essere il racconto più “corposo” di questi scritti anoressici. In Fessure, racconto a dire il vero difficilmente digeribile, un uomo decide di costruirsi una gabbia nella propria casa, dentro alla quale attende la morte di animali che si porta con sé (ma che restano sempre al di là delle sbarre). In Le cicche sotto le macerie il protagonista osserva il distributore sotto casa – luogo di ritrovo di gruppi di giovani che si organizzano per la serata – come se il riquadro della propria finestra fosse un monitor attraverso il quale scannerizzare il mondo, per scarnificarlo. La strada della privazione, dell’essiccazione della sintassi, è infatti quella imboccata dall’autore per raccontarci frammenti di vita con stile “anoressico”, definito come “una modalità concettuale ancor prima che strumento espressivo”. I vuoti semantici in cui gli “outsiders” di questa raccolta trovano spazio, sono costituiti proprio da queste fessure che il lettore deve sforzarsi di allargare, così come fa l’autore, che si concentra sui dettagli apparentemente insignificanti e sulle azioni aberranti come se la penna fosse una lente che ingrandisce e distorce. Sotto quest’ottica non sarà allora casuale che le “nove anoressiche” siano in realtà dieci, poiché quell’uno in più rappresenta proprio il tassello aggiunto, il margine sempre mobile in cui partorire la permutazione, come il muratore di Gina m’ha detto una cosa, che s’infila sotto le gonne della donna e non si capisce se sia lui a entrare in lei o se non sia piuttosto lei a partorirlo.
Come scrive Leeza Hooper nella sua “Prefazione” al libro, “in Nove Anoressiche le cose vanno e vengono, ma non servono”; proprio come il muratore tra le gonne di Gina, che sta lì in mezzo al buio perché è sempre meglio che giocare a nascondino.


Torna alla pagina del Gruppo di Lettura

Commenti

Pingback da Scrittori Sommersi » Blog Archive » Aggiornamento: 5 Mar 09
Inserito: 5 marzo 2009, 01:35

[...] Nove anoressiche di Ugo Coppari [...]

Scrivi un commento