Gruppo di Lettura: Mercuzio e l’erede al trono di D. Longoni
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Mercuzio e l’erede al trono
di Davide Longoni
Pennablu edizioni
320 pp, € 16,00
Recensione a cura di Miriam Mastrovito
Scoppiettante, penso sia questo l’aggettivo più appropriato per definire l’esordio letterario di Davide Longoni. Scoppiettante proprio come un fuoco d’artificio: sorprende, incanta, commuove, trasmette allegria.
Sin da subito mi sono identificata nel protagonista di questa fantasmagorica avventura. Nonostante la differenza di sesso, a dodici anni, gli somigliavo parecchio e, sono sicura, che tanti altri lettori avranno modo di riconoscersi in lui. La forza di questo personaggio consiste, infatti, nella sua credibilità, nel suo essere comune, con tutti i limiti, le paure, la goffaggine, la semplicità che possono caratterizzare un bambino in età di crescita.
L’umanità è un tratto che connota un po’ tutti gli attori di questa storia che ci propone una carrellata di antieroi, capaci, proprio per questo, di convincere e di suscitare una forte empatia.
Tra le righe, così come attraverso riferimenti, più o meno espliciti, affiorano elementi che mi hanno fatto rivivere le atmosfere di alcuni cartoni animati degli ani 80 (quelli che io definisco capolavori animati come Goldrake o Capitan Harlock). Penso che questo sia un altro elemento di forza del romanzo che ponendosi quasi al confine tra il fantasy tradizionale e il cartone animato di stampo fantascientifico, propone una miscela estremamente originale.
Suggestiva l’ambientazione, mi ha catapultata su un pianeta tutto da scoprire, una sorta di paese dei balocchi in cui mangiare una pizza pazza non è impresa da poco, le biciclette hanno le ali, personaggi stranissimi si aggirano per le strade e gli alberi sono capaci di animarsi.
Ho apprezzato lo stile scorrevole e fortemente ironico. L’autore riesce a mantener viva l’attenzione pur stemperando spesso la tensione e riuscendo a strappare un sorriso anche nei momenti più drammatici. Nessun nome di luoghi o persone, è lasciato al caso. L’uso frequente della “ripetizione” suscita ilarità come nella miglior tradizione comica.
Un romanzo che fa leva sui valori senza mai essere didascalico, godibile tanto per i giovanissimi quanto per gli adulti che amano riscoprirsi bambini.
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Commenti
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Inserito: 16 ottobre 2009, 18:20
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