Gruppo di Lettura: Libra di B. Bracci
Libra
di Barbara Bracci
Il Filo Editore
50 pp, € 12,00
Recensione a cura di Giuseppe Nava
La scrittura di Barbara Bracci si presenta asciutta, misurata, attenta allo sviluppo ritmico della composizione. Prevalgono versi corti, battiti serrati che spesso si riducono a una sola parola; a volte seguono un andamento quasi da filastrocca, con un piacevole effetto straniante, come avviene in Notte o in Vita. L’importanza della costruzione formale, e l’attenzione in essa riposta, sono evidenziate in poesie come Relatività, dove a un’estasi affannata che «corre corre corre» si contrappone il tempo, dal respiro regolare:
«mentre
le lancette
vanno
passeggiando».
Nella maggior parte dei casi, l’espressione poetica nasce dall’intersecarsi di due idee contrapposte, diverse e ricorrenti: io/tu, amore/odio, maschio/femmina, caldo/freddo (come attributi della passione e della sua negazione). In particolare, risalta un rapporto con un “tu” che diventa l’interlocutore privilegiato della poesia. Le frasi sono spesso rivolte a una seconda persona maschile, come figura rappresentativa dell’amore e dell’odio, del sesso, del desiderio e della respinta: «quando tu mi entri dentro, / Presuntuoso» (Passione); oppure «Sei tu? / Sei tu il sole accecante» (Abbandono). La donna afferma che «di legno è il mio impero» (Desiderio), pronta a prendere fuoco; ma pure un gesto quotidiano come bere il caffè può diventare il sintomo di un allontanamento, di una disaffezione da sfogare in poesia («Da ultimo il mio caffè / Ma brucia [...] Da primo il tuo caffè / Già freddo»; in Incomprensione). Il contrasto fra maschile e femminile va oltre la dicotomia io/tu per diventare idea e valore assoluto, e farsi distanza incolmabile in Sesso: «È maschio il cielo / Femmina è terreno». Una distanza affermata non in modo esplicito ma tramite allusioni, secondo un meccanismo frequente nella raccolta.
Anche in altre occasioni la poesia si sofferma su aspetti “filosofici” (idee, concetti), senza però esiti altrettanto felici: testi come Ricchezza e povertà o Pregiudizio risultano freddi e distaccati rispetto ad altri più vicini al vissuto personale – come quelli legati all’amore e alle relazioni -, nei quali emerge invece un trasporto emotivo sincero.
Ma senza urla e gesti eclatanti: l’autrice non cerca l’impatto ma la sensazione, e la sua opera merita attenzione soprattutto perché dimostra il lavoro intenso di una poetica cosciente di sé, capace di un tratto stilistico solido ed espressivo.
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Commenti
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Inserito: 4 novembre 2009, 09:51
[...] per boschi di A. Sisana (a cura di Monica Genovese) Libra di B. Bracci (a cura di Giuseppe [...]
Commento da costanza
Inserito: 3 settembre 2010, 11:46
semplicemente fantastica!








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