Gruppo di Lettura: “Cronache di Lavenza” di M. Pedale
Cronache di Lavenza
di Mirko Pedale
Solfanelli Edizioni
2009, pp 243, 15.00 €
Recensione a cura di Ilaria Mazzeo
Il milanese Mirko Pedale, alla sua seconda raccolta di racconti (la prima è stata, nel 2006, “La morte in abito da sposa”, Tabula Fati) ci conduce nel regno immaginario di Lavenza, ambientandovi cinque racconti lunghi.
Le storie si svolgono in epoche diverse, e le ricostruzioni d’ambiente molto accurate, insieme alla messa in campo di numerosi personaggi appassionanti, fanno sì che “Cronache di Lavenza” si riveli un fantasy di buon livello, adatto, tuttavia, a soddisfare anche i non amanti del genere.
L’autore, infatti, tesse abilmente trame in cui la suspence si fonde con intricati rapporti familiari, affettivi, amorosi, passando dalla narrazione delle brame di potere di signori quattrocenteschi all’amore tra un uomo d’oggi e una donna del XIX secolo, alla rievocazione di un Palio dell’epoca delle Signorie; tutto questo con uno stile elegante e una notevole ricchezza lessicale, adatti alla narrazione di epoche lontane e messi al servizio della capacità di portare avanti descrizioni anche lunghe senza mai annoiare il lettore. Il genere di eventi raccontati, e lo stile, riportano talvolta echi di maestri del passato, come Poe o Lovecraft.
Mirko Pedale si dimostra quindi dotato di molta fantasia e di una buona predisposizione a narrare, due caratteristiche che certo gli consentiranno di continuare a scrivere belle storie.
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Commenti
Commento da il Teo
Inserito: 10 febbraio 2011, 14:43
Ebbi modo di leggere “La morte in abito da sposa” alcuni anni or sono e rimasi impressionato da alcune trovate narrative di Mirko Pedale. Quando mi imbattei in libreria in un nuovo libro dello stesso autore, lo acquistai subito, desideroso di leggerlo.
Tra i due testi, scritti sicuramente a distanza di anni l’uno dall’altro, appare evidente una maturazione nello stile e nei contenuti. “Cronache di Lavenza” è un’opera omogenea nell’affabulazione, benchè divisa in avventure formalmente separate. Un viaggio nel tempo avvincente, con punte di horror gotico e rimandi all’epica, ma anche ad ambientazioni da romanzo storico. Le descrizioni sono molto accurate e conferiscono all’opera un tratto di verosimiglianza, che sembrano proiettare il lettore quasi su un set cinematografico.
In particolare vorrei segnalare il racconto “Il reliquiario”, che dipana la propria azione nel Settecento francese.
Insomma… un libro consigliatissimo!








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