Gruppo di Lettura: “L’apostolo sciagurato” di M.Lonati
L’apostolo sciagurato
di Maddalena Lonati
Robin Edizioni
2010, pp 187, 12.00 €
Recensione a cura di Giuseppe Nava
L’apostolo sciagurato è come quei ritratti in cui il volto raffigurato è composto da centinaia di diversi piccoli volti accostati: questi ultimi sono i racconti riuniti nel volume, storie differenti ma legate da un filo comune, conseguenza della separazione di un Lui e una Lei – ovvero il “volto” ritratto.
Non proprio un romanzo, quindi, ma nemmeno una raccolta di racconti “a tema”, per quanto il motivo dominante sia chiaramente esplicitato: l’assenza. Ogni racconto affronta, con storie e modalità diverse, una mancanza, un vuoto, sublimando in lettere l’assenza di Lui nella vita di Lei.
Le storie presentate si muovono spesso su territori dall’atmosfera irreale e onirica, dove si alternano elementi magici (Lo specchio, Il testimone) ad altri più “quotidiani” (Il libro, Il poeta), toni dimessi o disperati (Il tempo sospeso, a mio avviso uno dei più belli) a toni più leggeri (Inganni, Florian). Molti racconti sembrano prose poetiche per il modo fortemente lirico con cui indugiano sull’introspezione, sul descrivere le sensazioni che luoghi e persone trasmettono. All’autrice si possono forse rimproverare certi preziosismi, che d’altra parte sono un suo tratto caratteristico: i capelli sono “tiziano”, gli occhi “d’agata”, i palazzi e gli arredi liberty, i luoghi lussuosi (ville sul lago di Como, il caffè Florian a Venezia, l’Orient Express), i personaggi belli e ricchi.
Stile e componenti dei racconti si sposano insomma in una comune ricerca di eleganza e raffinatezza, con reminiscenze ottocentesche, dandy. Alla lunga può risultare stucchevole, come una torta troppo dolce, per cui (personalissima opinione) il modo migliore per godersi il libro è una “fetta”, un racconto, alla volta. Così da scoprire personaggi dalle storie sorprendenti e strazianti (Tattoo, Tancredi), in ognuna delle quali si legge chiaramente l’impronta dell’autrice, il tratto di una mano salda e consapevole dei propri mezzi. Una mano capace anche di infondere lungo tutto l’arco dei racconti un sottile erotismo, giostrato con bravura intorno ai sensi (senza mai parlare esplicitamente di sesso), fino al ritorno dell’apostolo sciagurato, con cui si chiuderà il cerchio, si ricomporrà la coppia e il vuoto sarà colmato.
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