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Gruppo di Lettura: “Guida a Milano invisibile” di T. Caramanico

Guida a Milano invisibile

di Tina Caramanico

Nulla Die
2011, pp 25, 7,00 €

Recensione a cura di Giuseppe Nava

Questa Guida a Milano invisibile di Tina Caramanico è una raccolta breve ma interessante.
L’essenziale volumetto comprende poche poesie raccolte in un arco di tempo che va dagli anni ’90 a oggi, ma che mantiene una notevole coerenza di fondo. Il motivo sotteso ai componimenti è da ricercare nel senso di spaesamento dato dal vivere in una metropoli come, in questo caso, Milano; uno spaesamento che è tipico di molta letteratura a partire dall’800, quando le grandi città andavano formandosi come luoghi di straniamento e alienazione dell’individuo rispetto alla massa, e che ancora oggi – forse anche di più – continua a esercitare la sua influenza sulle persone. L’uomo si ritrova legato fisicamente alla città, mentre il pensiero se ne allontana (“nessuno di noi è qui”), cristallizzandosi nell’attesa di un tempo migliore, come per la vecchia protagonista della poesia intitolata (appunto) Attesa, i cui ricordi sono fermi a tempi passati, quando vagheggiava il giorno in cui avrebbe portato “al mare i nipotini / a primavera”. Con voce dolente ma pacata, capace a tratti di un’amara ironia, l’autrice coglie una comunanza con altri, un destino condiviso, ma gli incontri non si risolvono mai in una vera conoscenza (“Voglio di te solo i momenti dimenticati [...] / Nulla mi importa delle tue qualità”), se non restano addirittura confinati nel sogno (come in Luna). Accanto a queste piccole storie di quotidiano straniamento, schizzi descrittivi dal sapore impressionistico (“Controluce si gonfiano le vele / dei cappotti aperti, nere”) abbozzano i tratti di una città che ha volti sempre diversi e sempre anonimi, confusi con luoghi altrettanto anonimi la cui conoscenza, ancora una volta, è preclusa, nonostante l’universalità di questo vivere la massa (“mi sfuggì uno sguardo, / un piccolo gesto per caso, / senza senso, / che si ripete ora in qualche casa / che non conosco, in cui nessuno mai / mi farà entrare”). Ma nonostante i tratti foschi di questa rappresentazione, la raccolta si chiude con lo slancio di una fiducia che non cede, e che ancora spera che “la sorte ci conceda infine / la grazia immeritata di un compagno” nel mare aperto in cui si compie il nostro viaggio.

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Commenti

Pingback da » Nuova Recensione! – Scrittori Sommersi
Inserito: 2 novembre 2011, 16:24

[...] Guida a Milano invisibile a cura di Giuseppe Nava. [...]

Commento da Petite Paulette
Inserito: 4 novembre 2011, 10:33

Molto interessante l’idea di scrivere dello spaesamento, così condiviso e così privato al contempo, che si prova nelle grandi città. In Milano, poi, “livida e sprofondata per sua stessa mano” (I. Fossati).

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