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Chiacchiere Sottomarine: Intervista ad Alfonso Zarbo e Giuseppe Pasquali

a cura di Paola Boni

Prima dell’incontro al Lupo Rosso di Padova il 4 dicembre, Alfonso Zarbo autore di Ivengral e Giuseppe Pasquali autore di Lunar Memories ci parlarno della loro scrittura e delle loro opere in una speciale intervista doppia:

Alfonso, Giuseppe benvenuti tra gli Scrittori Sommersi! Domanda di rito: chi sono Alfonso Zarbo e Giuseppe Pasquali?

Alfonso: Ciao Paola, comincio subito col ringraziare te e gli Scrittori Sommersi per questa intervista! Non solo sono contento di essere sulle vostre pagine, ma è altrettanto fantastico trovarmici in compagnia di Giuseppe Pasquali e della sua immancabile simpatia.
Che dire di me? Sono uno scrittore emergente che dal 2008 si è dato da fare per coltivare la sua passione con regolarità e convinzione. Negli ultimi mesi ho cominciato a lavorare nell’ambito della piccola editoria come curatore della collana fantasy Spade d’inchiostro di Edizioni della Sera. Quando non valuto manoscritti, seguo le lezioni di Scienze dell’informazione scritta e ipertestuale all’università di Parma e nel tempo libero mi occupo essenzialmente di critica e di interviste con Fantasy Magazine (eccezionalmente anche con Terre di Confine e Fantasy Italia), di presentazioni ed eventi (Modena Fantasy 2010 – 2011) e di continuare a scrivere (Ivengral & Co.) Ma di questo avremo senz’altro modo di parlarne nelle seguenti domande.

Giuseppe: Ciao a tutta la community e grazie per la bella opportunità concessami. Mi chiamo Giuseppe (anche se nel web e, anche nel mondo degli scrittori fantasy sono spesso conosciuto come Sindaco o Cappello di Paglia), 30 anni e, fatto eccezione per un lavoro comune e una quasi laurea in filosofia, il modo migliore di presentarmi è quello di definirmi un sognatore che crede fermamente nella creatività in ogni suo aspetto.
La scrittura, per quel che mi riguarda, è stato il naturale approdo di una vita dedicata appunto alla creatività. Sin da quando all’età di 8 anni presi in mano il mio primo libro game della serie Lupo Solitario (che nostalgia! Sob…) qualsiasi cosa che stuzzicasse la mia fantasia e l’immaginazione mi ha accompagnato.
Fumetti di ogni genere, videogiochi, giochi di ruolo, giochi di ruolo dal vivo, animazione giapponese, tridimensionali, fansub, sceneggiature, letteratura fantastica di ogni genere… la lista di cose con cui mi sono “alimentato” in questi anni è veramente lunga.
La vera passione per la scrittura, con la conseguente idea di approcciarmi al mondo editoriale in modo professionale, è nata alcuni anni fa dopo un periodo non troppo felice della mia vita. Problemi di salute e personali mi avevano spinto vicino ad un baratro emotivo pericoloso; in quella solitudine dolorosa ho trovato negli “amici” che per anni avevo ospitato nella mia mente, fossero essi di carta, video ludici o quant’altro, la forza per uscire da quel periodo travagliato. Ho cominciato a scrivere, a farli parlare attraverso me… e da allora non mi sono più fermato.

E dopo gli autori, presentateci Ivengral e Lunar Memories.

A.: Ivengral è un’opera fantastica che intreccia diverse correnti. È un fantasy classico, un romanzo epico cavalleresco, un dark fantasy, un horror e uno sword & sorcery al tempo stesso, adatto a giovani e a adulti, ma soprattutto ai più temerari.
In un’epoca ormai allo disfacimento Luce e Tenebre implodono in uno sterminio di intrighi, battaglie, incantesimi e morte. Tutto si piega al volere dell’unica vera essenza dominatrice dell’animo umano: la guerra. Non importa che i protagonisti siano buoni o cattivi: il sangue e la spada incontrano le ossa a prescindere da tutto. Presumo sia proprio questo il pregio di Ivengral e dei seguiti che verranno: aver dato vita a un mondo imprevedibile per entrambi i fronti, grigio come le lame che impugnano gli avventurieri nel corso delle loro avventure. Ma ovviamente io sono solo il cronista di queste vicende. Non spetta a me giudicare.

G.: Lunar City, la Metropoli tra le Stelle è un sogno ormai in rovina. Qui, in una città assopita nel vizio e nella decadenza, sospesa tra fatiscenti architetture art-decò e lo squallore di bassifondi in rovina, i vampiri, dopo secoli di guerre fratricide hanno deciso di creare un nuovo Eden dove vivere. In questo scenario oscuro si muove Jerry J. “Dutch” Schultz, misterioso immortale, killer e gentiluomo il cui destino si intreccia inevitabilmente con quello della Stardust Rebellion, la rivoluzione armata che si sta preparando sul satellite per detronizzare l’ormai corrotta aristocrazia. Quello che si consumerà sulla metropoli lunare è un ultimo valzer della memoria, dove i ricordi del passato dei protagonisti si fonderanno inevitabilmente con le visioni di un futuro minaccioso.
I vampiri in LM non sono il fine bensì il mezzo.Ogni volta che scrivo qualcosa mi antepongo l’obiettivo di portare un concetto al lettore, un leit motiv che sento mio nella narrazione. In LM il perno su cui ruota tutto è l’importanza dei ricordi nell’esistenza delle persone. Chi meglio dei vampiri è simulacro dei ricordi? Quando una persona muore semplicemente se ne va; se c’è un posto dove vanno le anime è nei ricordi. Le persone che abbiamo amato restano con noi per sempre… almeno finchè le ricordiamo. I vampiri, in secoli, hanno visto amori e amici inghiottiti dal Tempo, città divenire polvere, sorrisi divorati dalla morte. Il vampiro deve ricordare per continuare ad esistere ma ricordare è per lui fonte di eterna amarezza poiché cosciente di dover percorrere una strada in solitudine, lasciandosi continuamente alle spalle ciò che ha amato e vissuto. In questo senso LM presente tematiche fortemente esistenzialiste, distaccandosi pesantemente dall’attuale trend narrativo che ha elevato il vampiro a sex simbol e a icona di bellezza eterna. I vampiri di Lunar Memories, pur mutuando molto da quanto già letto/visto in libri/film differiscono pesantemente per alcune scelte da me effettuate. In primis i vampiri di LM, bevono il sangue perchè da esso traggono il loro vero nutrimento: i ricordi. I ricordi, frammenti di anima delle persone, forniscono sostentamento all’anima dell’immortale permettendogli di vivere in eterno. Ma c’è un pericoloso rovescio della medaglia: i vampiri devono continuamente lottare per non assimilare i ricordi delle vittime che vanno inesorabilmente a sostituire i propri. Un vampiro, in LM, smette di esistere quando si dimentica chi è, subissato da ricordi che non gli appartengono. Oltretutto gli immortali di LM hanno un origine metafisica poiché provengono da una sorta di dimensione speculare alla nostra chiamata Erde Grau, il Mondo Grigio… tuttavia su questo punto mi devo fermare perché nei prossimi volumi si avranno maggiori rivelazioni su questo aspetto della trama.
Lunar City, la Metropoli tra le Stelle è un amalgama delle città di fantasia che ho visitato in questi lunghi anni.
Nelle sue fatiscenti architetture art-decò c’è la Metropolis di Fritz Lang, la Midgar di Final Fantasy 7, la Babele dell’Antico Testamento, la Rapture di Bioshock, la Chicago degli anni 20, la Casablanca dell’omonimo film, i bassifondi degradati di Ghost in the Shell, il cyberpunk tragico del primo Nathan Never, la Tokyo degli yakuza-movie etc etc.
Nella Metropoli tra le Stelle coesistono arte e squallore, morte e bellezza nel tentativo di catapultare il lettore in una città che renda veramente l’idea di un utopia. Come potrete constatare leggendo LM non c’è cosa peggiore di un sogno che si trasforma in un incubo. Lunar City, come l’Eden biblico, è già dannato dalla corruzione umana e l’utopia voluta si dimostra essere il peggiore dei fallimenti. L’Uomo non deve aspirare all’utopia poiché essa appartiene alla divinità. Il termine perfezione non può coesistere con la genia umana.
L’Uomo, proprio perché tale è imperfetto e qualsiasi utopia esso cerchi di creare sarà sempre e solo una caricatura della perfezione tanto agognata.

Com’è nata l’idea per questi due romanzi e come questa idea si è sviluppata nel corso del tempo?

A.: L’idea di scrivere Ivengral è nata a qualche mese di distanza dalla mia precedente pubblicazione: un breve romanzo intitolato Frammenti dal Mondo della Luce e delle Tenebre (è più lungo il titolo dell’opera stessa, lo so, lo so!). Molti non hanno idea di quanto rapidamente si possa evolvere lo stile di uno scrittore esordiente (lo si nota persino all’interno di Ivengral, confrontando i primi capitoli con gli ultimi, posso assicurarlo). Ivengral ha avuto origine da una costola di “Frammenti…” e ha preso pieno possesso della mia fantasia (e del mio tempo!) da febbraio 2008 sino al mese di marzo dell’anno venturo, grazie anche al contributo della mia fidanzata Elisa Rava nell’editing e all’amico Mauro Pozzi per le lunghe ore trascorse assieme a discutere di armi, paesaggi, atmosfere, dialoghi e tanto, tanto altro ancora.

G.: vedi la prossima.

Parliamo adesso della genesi dei mondi da voi creati: quali sono state le vostre fonti di ispirazione e quali citazioni e riferimenti si possono trovare all’interno dei romanzi?

A.: Traggo ispirazione da tutto ciò che si può definire arte e cultura: la musica (colonne sonore ed epic/gothic metal), i libri (specie da quelli di Robert E. Howard, Conn Iggulden, Greg Cox, dall’Edda norrena e dalle antiche canzoni di gesta), i videogiochi (Gothic, The witcher, God of war, Devil may cry, Silver, Diablo), il cinema (300, Il gladiatore, Il tredicesimo guerriero, The L.O.T.R.) e i telefilm (Spartacus – blood and sand, Roma, La spada della verità, l’anime Full metal alchemist), e ancora la mitologia, le arti marziali, le armi, la storia, il disegno, l’esoterismo e l’occulto. Tra tutte, la mitologia antica e la demonologia cristiana sono le mie vere e proprie “fissazioni letterarie”. Trovo affascinante il legame che le vincola indissolubilmente.

G.: (rispondo assieme per comodità di cose)
Lunar Memories nasce dalla mia grande passione (ormai svanita un po’ per l’età un po’ per mancanza di tempo) verso il gioco di ruolo dal vivo di Vampiri: The Masquerade.
A Parma, abbiamo giocato per quasi 10 anni, grazie all’associazione Etemenanki, una lunghissima campagna live dove, nonostante l’ambientazione e i temi fossero completamente diversi da quelli trattati nella mia serie, sono “nati” i personaggi che abitano le pagine del romanzo.
L’ispirazione vera e propria è nata invece da un coacervo di mie passioni a livello architettonico, artistico e storico.
Infatti, da sempre, adoro gli Anni Ruggenti americani, il modernismo e l’Art Decò, così come tutto ciò che è retrò, belle epoque e visivamente e concettualmente ascrivibile nell’immaginario delle prime 4 decadi del 900.
Altra grandissima fonte di ispirazione sono i videogiochi, in particolare i JRPG provenienti dal Sol Levante con Final Fantasy 7 in primis.
La struttura narrativa e alcune scelte stilistiche sono ispirate al geniale mangaka Tite Kubo e al suo “Bleach” dal quale ho mutuato la volontà di unire il vecchio e il nuovo in una commistione surreale ma credibile.
A concludere, a livello di letteratura, Lunar Memories, oltre a dover molto alla narrativa dell’800, ha come punti di riferimento tutta la fantascienza “ribelle” degli anni 50, partendo da Aldous Huxley e “Il Mondo Perduto”, passando per “Fahreneit 451” e tutti gli scritti di Orwell e Gibson.

Che rapporto avete con i vostri personaggi?

A.: Dovreste chiederlo a loro (mi sa che non mi trovano troppo simpatico: ce n’è sempre qualcuno che muore in battaglia!)

G.: Tutti i personaggi di LM hanno qualcosa di mio non tanto singolarmente ma in quanto a visone dell’esistenza in generale. I vampiri e gli umani di Lunar City sono antieroi disincantati e disillusi, pessimisti cronici e esempi negativi per la società.
A mente lucida la maggior parte di loro sono individui immorali che agiscono arbitrariamente. Fanno del male per perseguire il bene. Quello che fanno e che tentano di fare non può essere giudicato nel momento ma solo a posteri e per questo risultano enigmatici, schivi, violenti, testardi, eccentrici. In loro ho riversato tutta l’incomprensione che attraversa il rapporto tra me e il mondo che mi circonda. La difficoltà nell’istaurare legami duraturi, il dolore che i sensi portano con se, l’inattuabilità dei sogni che ci spingono, la cattiveria del prossimo, l’abbandono quasi estasiatico nel contemplare la bellezza insita nella morte.
Pienamente cosciente dei miei mezzi so di essere un personaggio difficile, quasi bizantino nel pormi e, di riflesso, i vampiri che combattono e muoiono a Luanr City sono come me. Altruisti che non ammetteranno mai di esserlo, cattivi dal cuore di un bambino e spavaldi pronti a morire per quello in cui credono. Dutch, come gli altri personaggi di LM è complesso, forse il più enigmatico poiché è attorno a lui che si costruirà la trama principale della storia con risvolti imprevisti.
Il collante per tenere uniti i tre termini difficilmente associabili è sempre lo stesso: il ricordo.
Jerry ha avuto un esistenza travagliata che lo ha costretto a fare cose che vanno contro la sua natura. E’ stato ingannato, ha dovuto soffrire un retaggio non voluto, ha seppellito dentro di se quanto di buono e aveva per inseguire una vendetta.
Tuttavia le innumerevoli maschere che porta crolleranno tutte in una notte sola quando il suo passato busserà alla porta, costringendolo a ritrovare se stesso.

E ora passiamo a un’opera che vi coinvolge entrambi: l’antologia Stirpe Angelica. Potete parlarci dei vostri racconti e della vostra esperienza all’interno di questo progetto?

A.: Stirpe Angelica è il libro d’esordio della nuova collana Spade d’inchiostro di Edizioni della Sera, curata dal sottoscritto e dalla collega scrittrice Filomena Cecere (Il pugnale di ghiaccio, Ego Edizioni, 2010). Potrei sembrare di parte dicendovi che lo trovo un prodotto meraviglioso sia dal punto di vista del contenuto che dell’impatto commerciale, ma lo farò lo stesso: dato che sono uno dei pochi che ha potuto leggere tutti i racconti (la pubblicazione dell’antologia è prevista infatti per il 6 dicembre 2010) credo di potermelo permettere, voi che ne dite?
Se vogliamo dare una definizione al sottogenere del mio racconto, possiamo dire che si tratta di un dark/sword & sorcery/esoterico (e quando mai mi cimento in cose semplici!). Troverete uno stile molto incisivo rispetto a quello di Ivengral. Gli esperti lo chiamano stile nominale (condensato e privo di verbi). Credo di essermi fatto molto influenzare dal fascino del trittico (sempre che di un trittico continuerà a parlarsi) di Alan D. Altieri intitolato Magdeburg (tant’è che troverete una citazione accanto al titolo del racconto).
Per ora posso limitarmi a condividere con voi questo piccolo estratto:

Le dita accarezzarono i pomoli delle spade. Affioravano dalle spalle come scettri di tenebra, sculture blasfeme pronte a sfidare il cielo. Dove le parole non riuscivano a fare presa, le lame prendevano il loro posto. Erano molto più convincenti in proposito: colpivano dritto al cuore.

G.: Stirpe Angelica è per me un sogno che si avvera. Se provo a chiudere gli occhi e a guardarmi indietro, questa antologia è un traguardo incredibile. Il poter collaborare attivamente in un progetto che vede coinvolti autori del panorama fantasy della caratura di Paola Boni, Francesca Agelinelli, Luca Tarenzi e tutti gli altri mi riempie di orgoglio. E’ un emozione difficile da spiegare… è sentirsi per la prima volta all’interno di una nuova generazione di scrittori, farne parte, vivere la progettualità, le difficoltà ma anche l’immensa soddisfazione di portare nel panorama del fantasy italiano un nuovo tassello. La mia partecipazione in SA è, come mio costume, abbastanza particolare. Quando Filomena e Alfonso mi proposero la cosa, immediatamente formulai in me l’idea di cosa avrei scritto. Una fiaba moderna. Un racconto che unisse i temi a me cari: l’amore, la solitudine e, soprattutto i sogni. Un’uomo che potremmo definire un “fallito”, in una malinconica notte di neve suona il suo sax… nessuno lo ascolta se non un vecchio gatto nero. La sua ultima melodia, “Angel’s Jazz” è una canzone triste, una sorta di testamento fatto di emozioni e dolore. Parla di un’amore perso ma anche di speranza per un futuro di felicità… e chi meglio di un angelo può donare la felicità agli uomini? In “Angel’s Jazz”, nascosto tra le righe, vi è anche qualche spiraglio autobiografico, una storia che sento molto intima con il mio modo di percepire l’esistenza e vivere la quotidianità.
Spero che, anche voi, come il gatto Louis, vi farete rapire dalla sua melodia…

Ora parliamo invece della vostra esperienza editoriale: che idea vi siete fatti dell’editoria italiana e qual è stato il percorso che vi ha portato alle vostre attuali case editrici?

A.: Sono dell’idea che finalmente si cominci a informare per tempo gli aspiranti scrittori sui difetti dell’editoria a pagamento. Ne approfitto per dare anch’io il mio contributo: carissimo scrittore esordiente, celebri presentatori televisivi che pubblicizzano editori tipografici con il sorriso sul volto (e i soldi nel portafoglio) non faranno finire il tuo romanzo in tutte le librerie di Italia. Tutt’altro: ti faranno comprendere come, per questo motivo, la critica si dimostri spesso spietata e indifferente ai tuoi sforzi e alla tua ingenuità. Se la fortuna ti assiste e hai veramente dato vita a un prodotto qualitatevole sia dal punto di vista stilistico che contenutistico sarà il destino a dirlo, bussando alla porta a nome di una grande casa editrice. Altrimenti non scoraggiarti: ci sono piccole realtà editoriali che danno il 100 % per criticare la tua opera con oggettività e spronarti durante il lungo percorso. Linee Infinite Edizioni, La Corte Editore, Asengard ed Edizioni della Sera sono alcune di esse.
Per quanto riguarda il mio percorso, eviterò di dilungarmi troppo anche se, come spero si sia capito, ritengo il confronto tra scrittori esordienti ed emergenti più che doveroso, affinché anche chi non ha alcuna esperienza nel settore possa trovare la propria strada senza imbattersi in false speranze. Nel 2008 ho scelto – più per ignoranza che per convenienza – di pubblicare il romanzo “Frammenti dal mondo della luce e delle tenebre” con un editore a pagamento. E, anche se la mia opera d’esordio presentava senz’altro uno stile acerbo e molto frammentato (ogni scrittore è solito rendersi conto dei difetti passati man mano che sviluppa il proprio stile), a due anni da allora non ripeterei più quell’errore.
In merito alla mia attuale casa editrice, ho conosciuto i suoi titolari in occasione del Modena Fantasy 2010. Era dal mese di marzo 2009 che avevo completato la stesura di Ivengral, ma le risposte delle grandi case editrici sono solite giungere dopo molto tempo (forse sin troppo), e io rimasi subito colpito dalla capacità organizzativa di Linee Infinite Edizioni. È una piccola realtà editoriale che col tempo si farà indubbiamente notare per produttività e impegno.

G.: vedi la prossima

Quali sono le maggiori difficoltà che un autore esordiente può trovare nella ricerca di una casa editrice e quali sono poi i mezzi più adatti per la promozione della sua opera una volta pubblicata?

A.: Tolto il rischio di incappare in un editore a pagamento, la maggiore difficoltà di un autore esordiente consiste soltanto nell’avere paura di spedire il proprio manoscritto col timore di ricevere una risposta negativa. Posso dirvi questo: capiterà senz’altro, ma arrendersi al primo ostacolo equivale a rendersi consapevoli che questo non è il mestiere che fa per voi.
Molti editori vi negheranno la pubblicazione perché la storia non è un granché o forse non è abbastanza valida da mettere in secondo piano le sviste grammaticali che non vi siete nemmeno accorti di avere tralasciato già a partire da biografia e sinossi.
Ebbene? Volete già arrendervi? La vostra penna negli anni dovrà diventare una spada: incisiva e implacabile dalla prima all’ultima riga; il vostro stile armonioso e privo di punti deboli in cui colpire. Ci vorrà del tempo, poco ma sicuro. Intanto leggete (puntando su una lettura forte e intensa però, che mira a strappare di dosso gli elementi secondari della narrazione per mettere a nudo lo scheletro della sua struttura. Studiate le virgole, i periodi, la caratterizzazione dei personaggi, i dialoghi, le figure retoriche e la vena poetica che si nasconde anche dietro alla prosa del testo). Ebbene sì: il compito dello scrittore professionista (non che mi ritenga ancora tale. Proprio come voi sono soltanto all’inizio, ve lo assicuro) consiste anche in questo.

G.: (rispondo ad entrambe o ci vuole una Treccani)
Prima di trovare un editore, non lo nego, avevo iniziato per mio diletto ad autoprodurmi in low budget. Non sapevo nulla del mondo dell’editoria e mi dilettavo unicamente a scrivere. Poi, con il tempo e conoscendo persone, ho appreso l’importanza di aspetti fondamentali dello scrivere e del pubblicare: l’editing, i formati, le cover e quant’altro.
Spesso il luogo comune vuole che nel panorama degli scrittori del fantastico ci siano tanti, troppi autori, quindi una difficoltà evidente di emergere e farsi conoscere. Questo è solo in parte vero. Bisogna avere la voglia e l’umiltà di mettersi in gioco, di provarci e di non lasciare nulla di intentato. Se non si ha la superbia di diventare subito “famosi” ma si rimane incollati alla realtà i modi di pubblicare ci sono, così come gli editori della piccola editoria pronti a scommettere su giovani autori esordienti
Il mio consiglio è quello di provarci, di non lasciarsi scoraggiare da niente e nessuno. Amare il proprio immaginario, credere in quello che si scrive e mai, dico mai, pensare al successo o quant’altro. Scrivere è un sogno che bisogna sentirsi dentro, che si abbiano 10 o 100.000 lettori non bisogna mai perdere la voglia di raccontare le storie che abbiamo dentro.
Tre termini che, tra sbagli e fatica, ho imparato in questi due anni: umiltà, professionalità e creatività

Una piccola anticipazione sui vostri progetti futuri?

A.: Tanti: due romanzi sword & sorcery in valutazione nelle “alte gerarchie” editoriali (tentar non nuoce, se non alla pazienza e al portafoglio), un breve thriller esoterico in uscita nei prossimi mesi, un ciclo di racconti suddiviso in volumi per GDS Edizioni in preparazione con altri scrittori, il seguito di Ivengral per Linee Infinite Edizioni (titolo e trama ancora top secret), altre possibili collaborazioni con altri editori nell’ambito delle graphic novel, altre due antologie in cui appariranno miei racconti… e poi chi lo sa! Saranno il destino, la fortuna e il caso a guidarmi.
L’unica certezza è che non sarò io a fermarmi.

G.: La durata di Lunar Memories è ancora tutta da definire proprio per una mia scelta. Non voglio precludermi la possibilità di aprire nuove storyline o approfondire personaggi e situazioni della Metropoli tra le Stelle. Non amo essere prigioniero dell’ultima pagina così come invece, di convesso, adoro prendermi i miei tempi per narrare con estrema tranquillità le vicende.
L’unica cosa certa è che Lunar Memories, per assurdo, inizia da una sorta di fine in cui vediamo le vicende relative alla Rivoluzione giungere al drammatico epilogo.
Infatti l’intera storia narrata nei volumi durerà una sola notte lasciando alla fine della saga la possibilità di narrare… l’inizio.
Per ora, per quanto provvisori, questa è la lista dei prossimi volumi:
LM: Demons Love the Dark
LM: Crossing the Rubicon
LM: The Wrath
LM: Saturday Night Holocaust
LM: End of Hypnosis
LM: Turn Back the Pendoluum

Come vedete ci sarà molto tempo da passare in compagnia di Dutch e co.

Beh, di altri progetti ne ho caterve, tra racconti e romanzi incompleti, il mio baule degli orrori non si fa mancare nulla.
Vi faccio una piccola lista dei progetti più imminenti:
A Dicembre, per Edizioni della Sera uscirà un antologia intitolata “Stirpe Angelica” (a tema angeli) dove tra 15 autori fantasy italiani ci sarò anche io con la fiaba “Angel’s Jazz”.
In primavera 2011 sarà il turno dell’Antologia Steampunk: Vapore Italico alla quale parteciperò in selezione con il racconto dark-western di forte ispirazione Dannunziana “Ricordatevi di Alamo!”
Poi, sempre nel 2011 vedrà finalmente la luce (faccio i dovuti scongiuri) la mia seconda serie, un fantasy western, scanzonato avventuroso, tutto al femminile intitolato “Crazy Rainbow Star!!”
Per rendervi l’idea del progetto vi inserisco la sinossi del primo volume (già pronto e in fase di revisione):

Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno. In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.
Cielo, Tempesta, Pioggia, Sole, Nuvola, Fulmine e Nebbia.
Sette elementi, sette anelli e sette destini uniti nel disperato tentativo di riportare l’Arcobaleno Perfetto su Gaerth prima che l’avvelenamento magico distrugga ogni forma di vita.
L’avventura nelle immensità della Grande Frontiera ha inizio, alla ricerca della…
“Crazy Rainbow Star!!”

Attualmente è in valutazione presso una rivista del settore un’altra serie per una possibile pubblicazione a puntate, “Winter Sonata” un fantasy a vapore molto vicino per ambientazioni alla Russia zarista di fine 800 il cui teme portante è la fuga da un destino già scritto.
In più, per gli anni a venire (come se non avessi già abbastanza progetti) ho già iniziato svariati progetti singoli (alcuni sono in fase embrionale, altri molto avanzata) che vi vado ad illustrare brevemente:
A) “Samurai Bikini Zombie” : un libro caustico con forti richiami all’Hagakure ambientato in una Miami invasa dagli zombie
B) “Touchdown Nanà” : un fantasy sportivo a tema football americano (anche questo con un cast tutto al femminile)
C) “Arcadia”: una commedia teatrale in prosa sospesa tra barocco e futurismo
D) “Il Supplizio di Tantalo”: un romanzo sempre a tema vampiri ma incentrato fortemente sulla mistica e l’alchimia
E) “Broadway’s Steel Angels”: Un romanzo steam ambientato in una New York alternativa durante gli Anni Ruggenti dove tra mech a vapore, bellissime agenti anti-crimine, jazz e spettacoli teatrali a Broadway ne vedremo di ogni colore…
F) “Legend of Stellavia”: un fantasy classico ispirato all’animazione giapponese.

Un saluto…

Il mio grazie va alla gentilissima Paola che mi ha dato questa bellissima opportunità e a tutti gli amici e le amiche che hanno avuto la forza (e il coraggio) di starmi a sentire. Chiunque voglia può aggiungermi su Facebook cercando Pasquali “Mugiwara” Giuseppe o venendo a visitare uno dei miei tre forum:

http://fairy.tail.fansub.forumcommunity.net/

http://crazyrainbowstar.forumcommunity.net/

http://lunarmemories.forumcommunity.net/

(quest’ultimo è appena nato e ancora in costruzione)

Il mio motto, lo stesso che metto sempre anche nella mio biografia: è preso da una serie giapponese che mi ha fatto compagnia in uno dei momenti peggiori della mia vita, One Piece.
“Diventerò il Re dei Pirati! Chi ha detto che l’epoca dei pirati sognatori è finita? I sogni, quelli veri, non muoiono mai!”, questo è il mio motto dove la metafora sottesa è quella di esaudire il mio più grande sogno.
Diventare uno scrittore/sceneggiatore professionista.
Un saluto e grazie a tutti voi!


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