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Chiacchiere Sottomarine: Intervista a Valerio Achille Semenzin

a cura di Paola Boni

Scrittore e libraio, Valerio Achille Semenzin vive a tutto tondo il mondo della letteratura italiana dando con la sua attività un contributo importante alla piccola e media editoria Italiana. Autore del romanzo “La Dedica”, Valerio ci ha parlato del suo romanzo e della sua libreria in questa speciale intervista:

Ciao Valerio,presentati agli amici di Scrittori Sommersi.

Ciao Paola e ciao a tutti, mi chiamo Valerio, ho 38 anni sono di Sesto san Giovanni vicino a Milano; mi piace leggere e scrivere, ho una libreria dedicata ai piccoli autori nella mia città; son stato per tantissimi anni educatore.

Qual è stato il percorso letterario che ti ha portato a scrivere “La Dedica”?

La dedica, il mio secondo romanzo, ha seguito in tutto per tutto il percorso della mia formazione di Storia della Musica, poi l’ho colorato con altri particolari ma il fulcro resta quello.

Parlaci adesso più dettagliatamente del tuo romanzo, in particolare di Poerio Rivolta, il suo protagonista.

Poerio Rivolta non è il protagonista, nel mio secondo romanzo tutti sono più o meno protagonisti; Poerio è il classico “figlio di papà” e non gli manca nulla; per questo si sente un pò troppo “mamma santissima” e autorizzato a comportarsi come vuole.

Quanto è importante per te la musica e quanto influenza la tua scrittura?

“Senza la musica la vita sarebbe un errore” diceva F.W.Nietzsche e io sono d’accordissimo con lui; influenza davvero tanto la mia scrittura ma non del tutto.

Ci sono dei momenti precisi della giornata in cui preferisci scrivere? Hai dei rituali precisi che segui durante la tua fase creativa?

Scrivo sempre dalle 22 in poi, difficilmente prima; prendo tanti appunti quando vado al parco alla domenica, mi lascio guidare dalle mie emozioni e poi via; quando arrivo al PC l’opera è già finita nella mia testa; questo per la narrativa. Per la poesia improvviso lasciandomi travolgere del tutto dalle emozioni del momento poi in un secondo momento “correggo”.

Ora parlaci un po’ di Diffusione Cultura, la tua attività libraria. Quando è nata e come si è sviluppata nel tempo?

Diffusione Cultura è nata nella mia testa la sera del giorno 11 dicembre 2008 durante la presentazione di un libro; il nastro è stato poi tagliato il 4 maggio del 2009 per rendere omaggio ai due grandissimi lettori, mamma Loredana e papà Gianfranco ora in cielo… chissà magari leggono anche adesso… D.C. vuole dare voce a chi è piccolo e vuole provare a diventare grande organizzando eventi letterari, musicali e mostre figurative nonchè fotografiche; chi fosse interessato/a mi contatti pure (http://www.myspace.com/diffusionecultura); essere scrittore mi aiuta a capire chi vuole farsi largo non essendo un grande nome.
Nei prossimi mesi ci saranno grossi sviluppi ma per il momento preferisco non dire ancora nulla.

Com’è stato il tuo rapporto con gli editori dagli inizi ad oggi?

All’inizio ho creduto fosse importante creare il clima di massima fiducia e far capire che Diffusione Cultura è a loro più completa disposizione; con qualcuno sono diventato molto amico, con altri no ma con TUTTI c’è un grande rispetto, nonostante vedute diverse, e voglia di aiutarsi ciascuno nei propri ambiti e competenze per un reciproco successo.
Questo vale sia per gli editori, sia per i distributori.

Parlando sia come scrittore che come libraio, che idea ti sei fatto del panorama editoriale e letterario italiano?

In Italia manca la cultura della presentazione del libro; questa cosa mi fa soffrire terribilmente; vedere sale vuote agli eventi è un dolore immane; mi è capito, sia come organizzatore, sia come autore; io non posso fare molto per colmare questa immane voragine ma cerco di organizzare più serate possibile e spero che ci siano sempre più persone a credere al mio progetto e a quelli che fanno il mio lavoro… è così bello incontrare gli alutori accidenti!!
In Italia ci sono tantissimi validissimi scrittori che purtroppo si devono accontentare di editori indipendenti; l’umiltà non si raccomanderà mai abbastanza; anche una sana “faccia di merda” è altresì raccomandata… ma più di tutto bisogna crederci anche dopo il centesimo rifiuto da parte di una casa editrice. In Italia ci sono tantissime case editrici, circa 9000; ma pochissime si possono definire tali. Essendone stato vittima anch’io, combatterò la piaga dell’editoria a pagamento dirottando autori alle prime armi su editori seri, in grado nel loro piccolo di aiutarli credendo in loro com’è successo felicemente a me.

Ci puoi dare qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri?

Nel 2011 dovrebbe uscire il mio terzo romanzo; vorrei concludere il quarto, già a buon punto; vorrei poter iniziare il quinto e creare almeno la struttura di tante altre storie abbozzate nelle mie domeniche al parco; vorrei dedicarmi alla poesia, magari meno che alla narrativa, ma una “lirica” al mese vorrei poterla scrivere; idem per i raccontini brevi.
Circa Diffusione Cultura come detto non anticipo nulla.
Saluto tutti gli utenti del sito e chi vuole mi contatti pure.


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