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Chiacchiere Sottomarine: Intervista a Alexia Bianchini

a cura di Paola Boni

Autrice di numerosi racconti, poesie e romanzi, vicedirettore della rivista Fantasy Planet e curatrice di storie per una graphic novel e antologie fantasy, attraverso quest’intervista esclusiva Alexia Bianchini ci introduce nel mondo del suo romanzo Scarn e anche in quello, ricco di sfaccettature, dove a predominare è la sua passione e il puro amore per la scrittura.

Ciao Alexia, benvenuta tra gli Scrittori Sommersi! Una domanda di rito nelle nostre interviste: chi è Alexia Bianchini?

Alexia Bianchini è prima di tutto una sognatrice, amante del fantasy in ogni sfaccettatura. Adoro guardare ogni genere di cartone animato con i miei figli e non mi stanco mai di inventare storie.

Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Indubbiamente dai sogni, ma non solo da quelli notturni. Da bambina passavo le ore a occhi chiusi immaginando altri mondi, avventure strepitose a cavallo di draghi, a confrontarmi con mostri che però risultavano infine solo anime perse, mentre il male proveniva da compagni di avventura che rivelavano la loro natura malvagia lasciandomi sorpresa. Insomma, mi creavo un mondo e vivevo emozioni fantasmagoriche!

E per quanto riguarda Scarn? Da dove è nata l’idea per questo tuo primo romanzo?

Scarn non è il primo che ho scritto, ma quello ad aver avuto la fortuna di trovare un editore. Dopo aver completato una trilogia sui draghi avrei voluto cimentarmi con un cyberpunk, essendo un amante della fantascienza, ma ho fatto un sogno in cui mi ritrovavo nella casa della protagonista di Scarn: Ambra. Osservavo il suo volto triste, il suo stato d’animo inquieto mentre guardava malinconica i fratelli così diversi da lei. Al risveglio non ho potuto fare a meno di iniziare la stesura del romanzo: ormai mi aveva rapita.

Una cosa che mi ha affascinata di Scarn e la realtà in cui si muove la protagonista Ambra, realtà in cui sono i vampiri la “razza dominante” del nostro mondo e che, a mio avviso, conferisce al romanzo un tocco di originalità in più rispetto alla maggior parte della letteratura “vampirica” moderna. Puoi parlarcene accennando, ovviamente, anche alla trama del romanzo?

Sì, è vero, io ho immaginato una società dove i vampiri fossero completamente integrati sebbene per ovvi motivi il loro lavoro si svolgesse solo di notte. La figura obsoleta, anche se affascinante, del classico vampiro “succhiasangue”, è andata scemando per via della facile reperibilità del plasma. Ma partendo dal presupposto che l’uomo nella realtà è un debole e spesso artefice di una violenza senza eguali, ho sottinteso che persino fra i vampiri dovessero esserci nette distinzioni caratteriali. Van, la figura del cattivo per eccellenza, vittima della sua ingordigia e della sua mera convinzione di essere superiore, ha scatenato la massa di adepti, aizzandoli contro l’uomo dando il via a una catena di eventi che ha stravolto completamente la società.
Tutto ciò viene descritto nelle scoperte che la protagonista fa insieme al lettore, dato che il romanzo si svolge trecento anni dopo la strage, dove ormai i carnali (uomini) sono quasi del tutto estinti e i vampiri, sebbene sopravvivano grazie a un plasma sintetico, sono alla mercé degli SCARN, i vampiri violenti e artefici dell’eliminazione dell’uomo sulla faccia della terra.

Quanto è importante, per te, entrare in empatia con i tuoi personaggi e quanto, invece, è importante riuscire a distaccarsene?

È molto importante durante la stesura, soprattutto mentre si descrive una scena di azione o emotivamente significativa. I personaggi e il loro mondo ti inseguono comunque durante il giorno, anche mentre non puoi scrivere. Sembra di vedere i loro alterchi, le loro battaglie e il cuore batte forte. Non nego di essermi ritrovata più volte ad avere un pensiero infantile su quanto sarebbe bello poter avere il cervello collegato al PC in quei momenti di enfasi, in modo da poter descrivere il tuo romanzo mentre lo vivi in prima persona. Invece si è costretti spesso a rivivere la scena cercando le stesse emozioni, un po’ come quando ti svegli da un sogno incredibile e cerchi di ripescarlo nella memoria per ricominciare a sognare.
Per staccarsene è necessario iniziare un nuovo racconto o romanzo, anche se rimangono pur sempre nei tuoi pensieri a vita.

Qual è il personaggio di Scarn a cui ti senti maggiormente legata?

Ambra la trovo una ragazzina adorabile. Con le sue debolezze e la sua forte emotività adolescenziale riesce a essere una eroina, a spaccare i muri del silenzio che la circondano, a trovare quella pace familiare tanto anelata. Vince per caparbietà, anche se deve affrontare un nemico forte e la poca voglia di collaborare dei vampiri.
Poi c’è il temibile Van, non posso negare di esserne comunque affascinata.

Come avviene il tuo processo creativo e come riesci a conciliare il tuo lavoro di scrittrice con il tuo essere madre?

Per quanto il momento adatto alla stesura sia la notte (fortunatamente sono una che dorme poco), la creatività sgorga all’improvviso. Diciamo che mi sento di ringraziare i miei figli prima di tutto, perché sebbene siano ancora piccoli mi danno tanta energia e sono uno stimolo per la fantasia. Con loro creo e invento personaggi e situazioni di ogni genere. Insieme abbiamo persino scritto un romanzo per bambini e adulti che ci ha fatto ridere a crepapelle durante tutta la stesura.

Nella tua biografia c’è scritto che sei anche curatrice di un’antologia fantasy. Ci parli un po’ di questo tuo progetto e di tutto il lavoro che sta dietro alla nascita di un’antologia?

In questi ultimi anni ho stretto amicizia con molti autori come me, con cui spesso mi ritrovo a confrontarmi. Le critiche sono sempre un valido aiuto per migliorare come scrittore. Con la creazione di un gruppo segreto abbiamo dato vita a un circolo letterario vecchio stile, dove però ho dato delle regole ben precise per la creazione di una antologia. La prima, già conclusa e in cerca di editore, è una raccolta di racconti di fantasy e di fantascienza, che hanno la caratteristica di essere nettamente diversi fra loro, in modo da dare al lettore una vera e propria carrellata di ciò che questo mondo narrativo offre. Spesso, per via di scelte di mercato, troviamo scaffali pieni di romanzi delle stesso filone letterario. Ecco, noi abbiamo voluto offrire un pranzo completo, e speriamo presto di farvelo leggere. In seguito ne sono nate altre due, di cui però non posso svelarne i segreti, dovrete attendere qualche mese!

Scrittrice di romanzi, racconti e poesie, curatrice di antologia e anche vicedirettore di Fantasy Planet. Ci racconti qualcosa di questa rivista on-line dedicata al fantasy e di come è nata la tua collaborazione al suo interno?

Ho iniziato con lo scrivere articoli su cartoni animati, per poi fare delle interviste ad autori di genere fantasy. L’ho trovato davvero entusiasmante, in realtà non era mai stata una cosa a cui avevo aspirato, anzi, inizialmente mi sentii davvero lusingata che mi avessero chiesto di collaborare con loro. Io adoro fare ricerche e non mi piace lasciare nulla al caso, quindi mi interessa spulciare ogni dove per arricchire le mie conoscenze per poi scrivere l’articolo unendo ciò che di più mi ha entusiasmato e incuriosito. Ora che sono diventata vicedirettore, mi prefiggo, insieme al direttore Fabrizio Valenza, di poter descrivere il mondo fantasy ai nostri lettori in molte sfaccettature. Vi sono articoli su novità editoriali e cinematografiche, saggi su registi o autori e interviste. Ci occuperemo anche di illustratori e fumettisti, di Med Fantasy, di avvisare il pubblico in merito a eventi e di intervistare romanzieri esteri.

Qual è stato il percorso editoriale che ti ha portato alla pubblicazione di Scarn con Linee Infinite edizioni e che idea ti sei fatta dell’editoria Italiana?

Come tutti coloro che cercano un editore ci si ritrova sommersi di proposte a pagamento. Io non voglio stare qui a far polemica, anche se penso che nella vita il merito vada premiato, non certo pagato. Inoltre non è un diritto pubblicare, altrimenti lo sarebbe anche incidere un disco e pretendere che le radio lo mettano in onda, immaginate la tragedia! Ciò non toglie che tutti possano, anzi debbano scrivere, perché fa bene a noi stessi e spesso aiuta a sfogarsi. Capisco la necessità di mandare un messaggio, perché è un istinto che proviamo tutti, ma ognuno ha le sue doti (e non dico ognuno ha il suo mestiere perché scrivere non è un lavoro ma una passione, a meno che uno non faccia il giornalista).
Quando sono stata contattata da Linee Infinite sono rimasta subito colpita dalla loro cordialità. Poi ovviamente mi sono informata sulle loro collane e sui loro autori e ne sono rimasta compiaciuta. Ho fatto i salti di gioia quando ho scoperto che l’illustratrice che si sarebbe occupata della copertina di Scarn era Sara Forlenza, che ammiro moltissimo come artista.
Se molti autori rimangono delusi dopo aver pubblicato, devo dire che con Linee Infinite il rapporto non si conclude affatto. È davvero una grande famiglia e si danno da fare per organizzare fiere e presentazioni. Sono sempre presenti all’appello quando li contatti e persino disposti a due chiacchiere in amicizia.

Quali consigli daresti a un giovane autore che si accinge a fare la sua prima esperienza nel mondo dell’editoria?

“La pazienza è la virtù degli scrittori”.
Non avere smania di pubblicare vi permette di continuare a scrivere, miglioravi nello stile, crescere emotivamente, e non cadere nella tentazione di pubblicare per semplice vanità.
Leggete tanto e non solo del genere che amate scrivere. Dovete cimentarvi con saggi, storici, fantasy e chi più ne ha più ne metta. E non cercate di emulare uno stile, voi dovete avere la calma di vedersi plasmare il vostro man mano che andrete avanti a lavorare.
Quando un racconto o un romanzo vi sembra finito, non abbiate fretta di inviarlo. Attendete alcuni giorni (un paio di settimane) e rileggetelo. Nel frattempo vi consiglio di partire subito con un nuovo progetto, in modo da staccarvi psicologicamente dal vostro precedente lavoro.
Ovviamente, non posso non dirvi di leggere attentamente ogni contratto che arriva, giusto per essere cauti.

Con che cosa ci stupirà ancora l’eclettica Alexia Bianchini? Puoi darci una piccola anticipazione sui tuoi progetti futuri?

Ho un paio di romanzi in mano al mio editore: un urban fantasy molto particolare e un dark scritto a quattro mani su face book in un gruppo segreto con Fiorella Rigoni. Nel frattempo sto terminando un romanzo cyberpunk e un epic-fantasy con Gaetana Fiorella e Anna Grieco (autrice di Linee Infinite) e sto collaborando con la Scudo Edizioni, con cui ho pubblicato Superciccio & Sisters, con delle Graphic Novel di cui sto curando i testi.
Inoltre a breve saranno pubblicati dei racconti con la GDS edizioni

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Commenti

Commento da Petite Paulette
Inserito: 28 febbraio 2011, 13:10

Bell’intervista!
Interessantissimi i consigli per i giovani autori. Grazie!

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